mercoledì 2 aprile 2014

Flash n. 397 del 2 aprile 2014 - No streaming


No streaming
 
Streaming. La richiesta di trasmettere in diretta (streaming) le sedute del Consiglio Comunale era già stata presentata da Monti (Insieme per Segrate) nel 2010 e subito bocciata. Ci aveva riprovato Seracini (Scelta Civica) il 16 settembre 2013 (vedi Flash n. 379). Approfittando del fatto che gli Indipendenti avevano lasciato l’aula per protestare contro l’assenza del sindaco, e che PdL, Lega e IdV si erano astenuti, la mozione era stata approvata con i voti della minoranza. Breve illusione. Lunedì 31 marzo 2014, in Consiglio Comunale (sindaco assente), si scopre che per rendere efficace la decisone non basta la maggioranza dei consiglieri presenti (come era accaduto il 16 settembre scorso), ma occorre la maggioranza dei consiglieri aventi diritto: quindi servono 16 voti (su 31 consiglieri).
Si riparte con la maggioranza. Donati (Lega) dichiara la sua opposizione perché: “I cittadini si avvicinano alla politica solo attraverso un dialogo diretto con la gente”. Meno dialettico Casella (FI): “Abbiamo votato contro la proposta di Monti. Non vedo perché votarla se viene presentata da uno della maggioranza [Seracini]”. Gervasoni (NCD) ricorre al suo solito discorso dove ricorrono le parole “strumentalizzazioni” e “demagogia”.
Di diverso tenore i commenti della minoranza. Radaelli (Pd): “Cerchiamo di creare un legame con i cittadini”. Mongili (Pd): “Abbiamo verificato che c’è un confronto reale solo quando ci sono in aula parecchi cittadini. Quindi lo streaming può essere uno strumento per rendere più costruttivi i dibattiti in Consiglio Comunale”. Berardinucci (IdV): “Ci sono nuovi mezzi. Usiamoli”. Rosa e Micheli (Segrate Nostra): “Come dice Renzi, il nostro referente è il cittadino. C’è il nuovo vento della rivoluzione digitale che sta cambiando il modo di fare politica, come è riflesso anche nell’agire del Movimento 5 stelle. Se non lo facciamo ora, lo faremo comunque la prossima legislatura”. Monti: “Lo streaming può essere uno strumento di apertura verso i cittadini. Le motivazioni della maggioranza sono facilmente confutabili”.
Chiudiamo con le parole di Seracini: “Durante il periodo pre-elettorale delle prossime amministrative chiederò ai candidati se sono favorevoli o meno allo streaming. Sarà imbarazzante”. Al voto, risultano a favore la minoranza, Casadio (FI), che si dissocia dal suo partito (“Non c’è nulla da temere”) e Seracini: 11 voti. Non bastano. Ne servono 16. Niente streaming per Segrate.
 
Acqua e gas. Come atti dovuti, sono state votate all’unanimità (con la sola astensione di Berardinucci sul Regolamento Idrico) alcune adozioni relative ad Acqua e Gas. Per il Gas si è trattato di scegliere Cassano d’Adda come comune capofila dei 41 comuni facente parte del Servizio Distribuzione del Gas Naturale, e i 6 comuni del Comitato di Monitoraggio (tra cui Segrate). Per l’Acqua, è stato votato il Regolamento del Servizio Idrico Integrato, valido per i 133 comuni della Provincia di Milano, raggruppati nella CAP Holding (Consorzio Acqua Potabile). E’ passata anche la scissione dei comuni del lodigiano, che vanno a costituire il loro gruppo provinciale. Ma le province non dovrebbero sparire?
 
Volontari civici. Per valorizzare ulteriormente l’attività dei volontari locali, già efficacemente presenti sul territorio, viene istituito l’Albo dei Volontari Civili. L’Albo raccoglierà i cittadini dai 16 agli 80 anni che verranno utilizzati per finalità culturali, sociali e civiche. Tutti d’accordo sull’iniziativa, votata all’unanimità. Monti (Insieme per Segrate) coglie l’opportunità per richiedere, ancora una volta la Casa del Volontariato, che favorirebbe le sinergie tra le varie associazioni e che è già stata promessa varie volte, con la relativa sede (Lavanderie, Cascina Nuova, Comune Vecchio, ..), ma mai realizzata.

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