Lunedì 16 aprile 2012 si è tenuta la Conferenza dei Servizi relativa alla richiesta della Lucchini-Artoni del permesso di costruire un mega capannone (100 metri di lunghezza, 36 di larghezza e 23 di altezza) che racchiudesse le sue attività produttive. La buona notizia è che la richiesta è stata “rigettata” dal Comune. La cattiva notizia è che la Lucchini-Artoni continuerà nella produzione del bitume, che tanti fastidi sta recando ai cittadini di Segrate. Ma andiamo con ordine.
All’apertura della Conferenza dei Servizi (ore 10.30) erano presenti una cinquantina di cittadini, organizzati dal comitato “Cittadini non sudditi”, che, come per le precedenti convocazioni, ritenevano di poter assistere alla Conferenza. Niente da fare. Sono stati lasciati fuori dalla sala dove si teneva l’incontro. L’amministrazione, probabilmente, ha paura delle reazioni del pubblico alle “sciocchezze” che ogni tanto vengono dette. Mancavano inoltre quasi tutte le associazioni invitate: Asl, Arpa, Provincia, Regione, Comuni di Milano, Pioltello e Peschiera, Vigili del Fuoco, e così via.
Era presente solo il Wwf (con Giancarlo Sella) che ha presentato le ragioni del NO dell’associazione al nuovo capannone: 1). La Lucchini-Artoni è un’azienda classificata “insalubre di Prima classe”, e andrebbe collocata lontano dai centri abitati; 2). Usl e Inail dichiarano che la produzione di bitume genera emissioni di tipo canceroso; 3). esistono dei vincoli monumentali per le canalizzazioni in pietra dei fontanili Borromeo e Simonetta, toccati dall’eventuale edificazione; 4). esiste un vincolo creato dal Pgt, che prevede che su quelle aree il passaggio della Viabilità Speciale; e così via.
I Vigili del Fuoco hanno inviato un fax, spiegando che sono ancora in attesa di alcune delle certificazioni richieste.
La Provincia di Milano, con una lettera, afferma che “la decisione non rientra nella loro competenza”.
Per il comune di Segrate, l’architetto Rigamonti dichiara che: “essendo in corso un procedimento per abuso edilizio [edificazioni su terreno agricolo], non si può tecnicamente procedere con la variante richiesta. L’amministrazione decide quindi di revocare il procedimento relativo”. Anche se, conclude Rigamonti: “L’amministrazione potrebbe fare la scelta politica di ripristinare il procedimento”.
Lapidaria la replica del tecnico della Lucchini-Artoni: “La Lucchini-Artoni continuerà ad essere quello che è stata dal 1958. Non ci sono migliorie da fare, perché siamo già nei limiti di legge”. E il presidente, Vincenzo Bianchi, subito dopo, chiarisce: “Con l’estate riprenderemo a produrre bitume”. In pratica una promessa che è, al contempo, una minaccia per i cittadini abitanti nei pressi dell’azienda.
A seguito di domande specifiche di Monti (Insieme per Segrate), Radaelli (Pd) e Berardinucci (IdV), emerge la possibilità di una soluzione alternativa. La Lucchini-Artoni potrebbe andarsene lontano da Segrate, qualora l’amministrazione comunale concedesse la conversione della destinazione dell’area, che oggi è agricola, a industriale o edificatoria. Un progetto per tre palazzine, campi da tennis e piscina era già stato presentato dalla proprietà. Per Bianchi: “Siamo disposti ad aprire un tavolo su questi progetti. Anche se, - ci tiene a sottolineare – visto che è stato perso un anno e mezzo per non approdare a nulla, adesso spetta al Comune fare la prima mossa”.
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