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Milano 4 you
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Giovedì 11 dicembre, in commissione
Territorio, si è presentata la società tedesca che si propone di completare,
sostituendosi a Vegagest, il progetto sull’area Boffalora. Il progetto si
chiamava inizialmente “Milano Santa Monica”; quello nuovo ha preso il nome di “Milano 4 you”, che, in italiano, suona
come “Milano per te”. La società proponente è la PHOENIX Gmbh, che si presenta con partner come BNP Paribas Real
Estate, Samsung e l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Gli ultimi due
dovrebbero assicurare la parte innovativa della realizzazione. La Phoenix ha
illustrato il Master Plan del progetto, caratterizzato da:
1.
Utilizzo di prefabbricati
e nuovi materiali (ad esempio, grafene per pannelli fotovoltaici).
2.
Attenzione all’ecologia, con utilizzo di pannelli fotovoltaici e di gassificatori
alimentati a biomasse di scarto (verde) per teleriscaldamento, con recupero
dell’anidride carbonica (eventualmente prodotta) in serre (sulle aree adiacenti
di Pioltello) per coltivare frutta e verdure. Praticamente, secondo Phoenix, l’energia sarà a costo zero per i
residenti.
3.
Enfasi sui servizi,
compreso, ad esempio, il car-sharing.
In sintesi “Milano 4 you”, si
presenta come un progetto pilota (lo
chiamano “Flow City”) per l’Italia e farà ricorso a tutte le risorse più
innovative, attuali e future.
Partendo dai numeri del Piano di
Governo del Territorio (Pgt), approvato nel 2012, va rilevato che la superficie
lorda di pavimento (slp) si riduce da 176.000 mq a 158.000 mq, con una variazione delle destinazioni: il 39% va alla
residenza libera e il 13% alla convenzionata. Phoenix prende in considerazione,
per le abitazioni costruite, sia la
vendita che l’affitto. Sono previste anche residenze universitarie, residenze
per anziani, centri sportivi, alberghi, chiesa, scuole, social housing, co
housing, ecc. All’angolo tra la
Cassanese e via Di Vittorio sorgerà il primo complesso con albergo, eliporto,
aree commerciali e di servizi. Attorno alla Cascina Boffalora, ristrutturata,
ci saranno scuole, la chiesa, residenze universitarie, auditorium, palestre,
ecc.. L’area residenziale si svilupperà diagonalmente da sud-est a nord-ovest,
per culminare in torri fino a 22 piani
verso l’Auchan di Vimodrone. I 22 piani sono troppi rispetto a quanto richiesto
dal piano aeroportuale, e quindi sarà necessaria una variante al Pgt. Saranno
realizzati parcheggi di superficie privati e pubblici, e box semiinterrati per
le residenze, senza scavare troppo, per evitare che si ripetano gli allagamenti
del secondo seminterrato, come negli edifici già costruiti da Vegagest. Sono
previste piste ciclabili e due
passerelle ciclopedonali: una a metà di via Di Vittorio verso il quartiere
dei Mulini, e una per il collegamento del complesso con via Morandi.
Il tutto sarà realizzato procedendo
per lotti funzionali, in un periodo di 8-10
anni.
Phoenix entro la prossima settimana
avrà acquisito il 77% di Vegagest. Dopo l’autorizzazione della Banca d’Italia salirà
al 100% di Vegagest per subentrarle
e farne sparire il nome (ormai impresentabile).
Phoenix si propone la risoluzione delle problematiche dei lotti già edificati, probabilmente
spostando i quadri elettrici dal secondo seminterrato e costruendo nuovi
parcheggi in sostituzione di quelli attualmente perennemente allagati.
Alla domanda sulla possibilità di infiltrazioni malavitose (è l’argomento
del giorno in Italia), i dirigenti Phoenix rispondono che l’eccellenza dei partner
porta ad escluderne la presenza. Anche se, a fine riunione, chiedono di
limitare la diffusione di informazioni relative al progetto per non alimentare
aspettative e problemi. Quali problemi?
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