mercoledì 13 luglio 2016

Flash n. 454 del 13 luglio 2016 - AcquaMarina ritorna in Commissione

AcquaMarina ritorna in Commissione

La sessione della Commissione Bilancio di lunedì 11 luglio 2016, come era stato richiesto dal consigliere Airato (Alessandrini per Segrate), è servita a meglio dettagliare la complicata situazione della società AcquaMarina. Oltre ai consiglieri comunali, erano presenti il liquidatore Paola Giovannuzzi e l’avvocato Paola Sforza per il Comune di Segrate.

Del tema AcquaMarina avevamo già trattato nel Flash n. 450 e nel Flash n. 453. L’amministrazione Alessandrini, mettendola in liquidazione, si era accollata debiti per 483.000 euro e aveva deliberato, nel 2012, di farsi carico di altri 300.000 euro.
La Corte dei Conti aveva sollecitato ad annullare quest’ultima decisione, cosa che, pur condivisa dalla precedente amministrazione (2014), non era mai stata finalizzata. Ora l’avv. Sforza segnala che siamo di fronte ad un decreto ingiuntivo, diventato esecutivo, per 186.000 euro da parte della Banca Popolare di Sondrio nei confronti del Comune e di AcquaMarina. La Banca sostiene che la delibera del 2012 ha un valore di “accollo” (termine tecnico), mentre per l’avv. Sforza la delibera à inefficace in quanto incompleta: non specifica le ragioni del Comune a monte di tale decisione, non definisce i creditori e non specifica l’ammontare delle somme dovute.  Per evitare conseguenze impreviste sul Bilancio, nella sessione del 20 giugno 2016 del Consiglio Comunale, l’amministrazione Micheli ha comunque deliberato di stanziare preventivamente 200.000 euro a copertura dell’eventuale debito.
Le ragioni degli enti coinvolti saranno dibattute in un’udienza fissata per il 27 giugno 2017 (sottolineo il 2017), e nei mesi successivi sarà presa la decisione finale.

Durante la sessione della commissione sono emerse anche altre problematiche. Nel caso di società interamente possedute (“in house provider”) da enti pubblici, le decisioni di alcuni tribunali portano a dire che tali società possano fallire, mentre altre propendono per il no al fallimento. Non si sa cosa potrà decidere il Tribunale di Milano, il quale non ha ancora affrontato problematiche del genere.
Comunque il liquidatore, negli anni trascorsi, non ha portato i libri contabili di AcquaMarina in tribunale (per il fallimento) in quanto aveva inteso che l’amministrazione Alessandrini fosse propensa ad un accordo transattivo.
Il liquidatore segnala anche un debito di 96.000 euro del Comune nei confronti di AcquaMarina a seguito di opere effettuate sulla piscina (di proprietà del Comune), ma pagate da AcquaMarina.
Una situazione abbastanza ingarbugliata.

Per Dimalta (5 stelle) non si capisce perché, dopo i “suggerimenti” della Corte dei Conti, non si sia fatto niente per 4 anni, e rileva anche che l’accollo attuale si potrebbe configurare come “danno erariale” (a carico dei consiglieri). Resta fermo anche il punto di vista dell’assessore Stanca: ”La situazione attuale è dovuta totalmente alla precedente amministrazione, che non ha saputo/voluto finalizzare la decisione del 2014, e adesso vorrebbe che fosse la nuova amministrazione a farsi carico del problema”.
Il tema ritornerà in Consiglio Comunale lunedì 18 luglio, per una scelta definitiva sul come procedere. E’ parso evidente che la maggioranza è orientata a non accollarsi il debito AcquaMarina e lasciare che il fallimento faccia il suo corso. In un futuro ancora lontano (secondo semestre 2017) arriverà la decisione finale del Tribunale.

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