mercoledì 20 luglio 2016

Flash n. 455 del 20 luglio 2016 - Bilancio e AcquaMarina

Bilancio e AcquaMarina

Bilancio. Una nuova ripartizione (a favore dei comuni più deboli) del Fondo di Solidarietà Comunale (nazionale), apre nel Bilancio segratese del 2016 un buco da 2 milioni di euro: -700.000 per l’Imu e -1.375.000 per il mancato ristoro della Tasi. Come è consolidata abitudine, per compensare si ricorre agli oneri di urbanizzazione (1.450.000 euro) che passano a spesa corrente e, fortunatamente, soccorre una vertenza vinta (+ 476.000 euro) nei confronti della Fondazione Monte Tabor (Ospedale San Raffaele). Naturalmente ne subiscono le conseguenze le spese per investimento (-1.400.000 euro) così ripartite: -440.000 euro per la manutenzione delle strade, -510.000 euro per la manutenzione delle scuole, e viene annullata (-500.000 euro) la sistemazione della zona nord del laghetto della cava Trombetta. L’assessore Stanca si aspetta comunque un ricalcolo del Fondo di Solidarietà con compensazioni per Segrate. Le variazioni sono approvate con il SI (15 voti) della maggioranza e il NO (7) delle opposizioni.

Alloggi di Servizio. L’assessore Poldi presenta il nuovo Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di servizio. Il vecchio regolamento risale a 20 anni fa. L’obiettivo è assegnare appartamenti comunali, in particolare nei Centri Civici, a dipendenti comunali responsabili che si facciano carico anche delle piccole emergenze e sappiano interagire positivamente con i cittadini. Il regolamento è approvato all’unanimità.

AcquaMarina. Di AcquaMarina, società comunale, costituita nel giugno 2006 e messa in liquidazione volontaria nel marzo 2011, abbiamo già trattato a lungo e ultimamente nel Flash n. 454. Se ne è discusso in commissione il 5 maggio 2016, in Consiglio Comunale il 19 maggio, di nuovo in commissione (su richiesta di Airato) l’ 11 luglio, e ora, 18 luglio, di nuovo in Consiglio Comunale. Ma non basta. Addirittura si è tenuta una “sessione privata” del Consiglio Comunale, durata ben 41 minuti, definita “riunione dei capigruppo”, ma alla quale ha partecipato la maggior parte dei consiglieri comunali, con l’esclusione del pubblico. Al rientro da questa “sessione privata”, si è saputo, dal presidente Viganò, che la Banca Popolare di Sondrio ha, in questi giorni, inviato una “Diffida” al Comune, nella quale si dichiara che si ritengono i consiglieri comunali “responsabili dei danni causati al nostro istituto”, qualora non si proceda a soddisfare le loro richieste. E’ bastato questo per far dichiarare a Airato che probabilmente sarebbe stato meglio rinviare ancora ogni decisione in merito. La maggioranza non ci sta. Menegatti (Segrate Nostra) ribadisce che questa amministrazione non deve accollarsi i debiti di AcquaMarina, tanto più che, come sostiene anche Dimalta, la Corte dei Conti aveva già smontato punto per punto la delibera di “accollo” del debito, e nessuno (dell’amministrazione Alessandrini) si era adeguato. Airato e Borruso (Alessandrini per Segrate), Rigamonti e Fraschini (Lega Nord), De Felice (FI) e Peviani (Partecipazione) lasciano l’aula. Dell’opposizione resta solo Dimalta (5 Stelle). La maggioranza approva così due delibere. La prima “prende atto dell’insufficienza delle ragioni dell’accollo del debito di 300.000 euro dal punto di vista finanziario” (le ragioni sono esplicitate nel flash n. 454). La seconda invita “il liquidatore di AcquaMarina a concludere le attività di competenza tempestivamente … senza comportare ulteriore dispendio, da parte del Comune, di disponibilità finanziarie a fondo perduto”, cioè si chiede di procedere velocemente nella liquidazione, senza che il Comune ci metta dei soldi. Ne riparleremo dopo il 27 giugno 2017, quando le parti dovranno esporre le loro ragioni davanti al giudice.
O prima?

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