venerdì 5 maggio 2017

Flash n.467 del 5 maggio 2017 - Bilancio Consuntivo 2016

Bilancio Consuntivo 2016

La sessione del Consiglio Comunale del 3 maggio 2017 è stata dedicata principalmente alla presentazione del Bilancio Consuntivo 2016. L’assessore Stanca ha esordito evidenziando che dal 2016 vengono applicate le nuove regole che tendono ad equiparare i bilanci degli enti pubblici a quelli delle società private. Cambiano i criteri di classificazione e quindi è difficile confrontare i nuovi bilanci con quelli degli anni precedenti.
Il 2016 chiude con 34.684.000 euro di spese correnti. Il contributo principale è delle entrate tributarie, che passano dai 26milioni 700mila euro del 2014 a 23milioni 100mila nel 2015 e 21milioni 568mila nel 2016. Un andamento in diminuzione che viene evidenziato con particolare compiacimento da Fusilli (Segrate Nostra). Vengono anche segnalati i 4milioni 280mila euro di oneri di urbanizzazione di cui 2milioni 200mila vanno a manutenzione ordinaria del patrimonio comunale e 2milioni a copertura della spesa corrente.
A 35milioni 727mila euro ammontano le spese in conto capitale.
L’assessore Stanca ritorna comunque sui 3 milioni di euro di massa passiva evidenziati a gennaio 2017 dal ragioniere capo Midali, sui 13milioni 700mila di passività che verranno spalmati sui prossimi 10 anni (riequilibrio finanziario poliennale), e sul disavanzo corrente di 6 milioni di euro. Ma di questo abbiamo già trattato nei Flash n.462 e 466. Stanca si chiede anche di chi sia la responsabilità politica di questi numeri. E la attribuisce alla precedente amministrazione, facendo un esempio. Nel 2015 i residui attivi di difficile esigibilità ammontavano già a 22 milioni. A maggio 2015 c’era l’opportunità di ridurli. ma eravamo ad una settimana dalle elezioni amministrative, e la giunta Alessandrini, invece di procedere ad una revisione sostanziale, ne eliminò 85mila: 85mila su 22milioni!!!. Alla nuova amministrazione è ora toccato eliminarne (dopo verifica) 5 milioni e metterne a bilancio 7 di accantonamento, per compensare eventuali future perdite. “Numeri pesanti da digerire per tutti”, conclude Rosa (Segrate Nostra), che invita maggioranza e minoranza ad un lavoro comune.
Manca Airato (Alessandrini per Segrate) e il dibattito, già solitamente scarso, è più limitato del solito. Peviani (Partecipazione) vorrebbe sapere cosa capiterà alla parte non distribuita del fondo stanziato per contributi alle imprese segratesi. Sono solo 27mila euro su 240mila, ma Stanca ne verificherà la destinazione. Dimalta (5 stelle) invita a recuperare le multe rilasciate dalla polizia locale di Milano sul territorio segratese di Linate. In risposta interviene il sindaco Micheli, illustrando le trattative sul tavolo con comune di Milano e Regione. E’ da più di un anno che Segrate sta trattando con Milano sulle multe rilasciate a Linate Si sta cercando di ripristinare l’accordo scaduto nel 2013. Ma c’è anche il contenzioso sull’Iresa (Imposta Regionale sulle Emissioni Sonore degli Aeromobili civili), che la Regione non distribuisce ai comuni interessati. E da ultimo c’è il fatto che la ristrutturazione dell’aeroporto di Linate non porta oneri di urbanizzazione nelle casse comunali segratesi. “Faremo di tutto per ottenere il maggior numero possibile di compensazioni”, assicura il sindaco.
Al voto, il Bilancio Consuntivo 2016 viene approvato con i 14 voti della maggioranza  e i 5 voti contrari della minoranza (Borruso, De Felice, Dimalta, Peviani, Rigamonti).

Centrale Unica. E’ approvata all’unanimità la proroga del contratto (per ora solo in fase di sperimentazione) della Centrale Unica di Committenza (CUC) per l’acquisto di lavori, beni e servizi (per valori superiori ai 40mila euro), che vede interessati i comuni di Segrate, Peschiera Borromeo e Tribiano.

lunedì 1 maggio 2017

Pd Primarie del 30 aprile 2017

PRIMARIE 2017 -- SEGRATE


quartiere            RENZI    ORLANDO       Voti Validi VOTANTI
Segrate Centro 200 74,63%   68 25,37%           268 271
Rovagnasco 182 71,09%   74 28,91%           256           262
Milano 2         256 86,49%   40 13,51%           296 297
Redecesio Lav 146 79,35%   38 20,65%           184 186
SFelice Nov Treg 130 83,33%   26 16,67%       156 158

totali 914 78,79%  246 21,21%       1.160       1.174


venerdì 21 aprile 2017

Flash n. 466 del 21 aprile 2017 - Bilancio di Previsione 2017

Bilancio di Previsione 2017

Durante la sessione del Consiglio Comunale del 19 aprile 2017, dedicata al Bilancio di Previsione 2017-2019, l’assessore Stanca ha illustrato ancora una volta le ragioni che avrebbero potuto provocare il dissesto del Comune. Si tratta della situazione debitoria, attribuibile alla precedente amministrazione Alessandrini, che Stanca ha valutato in circa 23 milioni di euro e riassunto in tre punti.
Il primo è relativo allo squilibrio strutturale di parte corrente, cioè la differenza tra entrate correnti e spesa corrente (vedi Flash n. 462). Mancano, ad esempio, dal 2015 i 2.600.000 euro dovuti all’annullamento (prima da parte del Comune e poi del Governo) della Tasi, e il milione di mancati introiti dell’Imu causati dell’annullamento da parte del Tar della parte di Pgt relativa al Golfo Agricolo. Per Stanca sono poi diventati 6 milioni nel 2017.
Il secondo punto è relativo alla “massa passiva” identificata dal Ragioniere Capo Midali, con lettera del 17 gennaio 12017, e valutata inizialmente in 2.100.000 euro (vedi sempre Flash n. 462) e ora lievitata a 3 milioni. Questi milioni verranno pareggiati nel 2017 con 1.700.000 euro provenienti da recuperi dell’evasione Imu (fondamentalmente Fintecna) e da 1.350.000 euro dal Fondo di Solidarietà Comunale, come rimborso sugli anni precedenti.
C’è poi il tema dei crediti di difficile esigibilità (21 milioni) e dei residui passivi (14 milioni). Questi ultimi, in gran parte relativi agli ultimi anni, sono stati per lo più già estinti nel 2016. Dei crediti difficilmente esigibili ne restano 13.700.000, da spalmare (a seguito del ricorso alla procedura poliennale di riequilibrio finanziario) sui 10 anni successivi, e di cui 900mila saranno a carico del 2017 (e 2 milioni nel 2018).

All’equilibrio delle Spese correnti, che si attestano per il 2017 sui 35.780.000 euro, concorrono in positivo, oltre alle tradizionali entrate tributarie, anche i 3.600.000 euro dell’incremento dell’addizionale Irpef comunale (su un totale di 6 milioni, vedi Flash n.464), 900.000 euro di ulteriori introiti Imu, 1.500.000 euro di riduzioni di spese e 1.900.000 euro provenienti da oneri di urbanizzazione.
Le Opere Pubbliche a carico del comune (strade, parchi, scuole, ciclabili, impianti sportivi, cimitero, ecc.) ammonteranno a 7 milioni, mentre 21 milioni saranno a carico degli utenti (Westfield per 16 milioni, Stazione per 2.692.000, Tend per 228.000, ecc.).

Scarso è stato il contributo dell’opposizione all’approfondimento dei temi proposti. Airato (Alessandrini per Segrate) si limita a magnificare l’eccellenza dell’attività di Alessandrini [è uscito in questi giorni anche un volantino sul tema] e conclude affermando: ”I cittadini si renderanno conto della vostra incapacità e malafede”. Frasi che fanno arrabbiare Fusilli (Segrate Nostra), che ribatte: “Non si può bollare di malafede o incapacità senza portare uno straccio di prova. Attenzione all’uso dei termini”.
Conclude il sindaco Micheli: “A nessuno piace alzare le tasse e tagliare i servizi. Ci stiamo solo caricando delle responsabilità di altri. Lavoriamo con lo spirito del buon padre di famiglia, portando rispetto alle famiglie segratesi”.

Dopo un’ora e 39 minuti, alla presenza di 5 cittadini, si chiude la pratica del Bilancio di Previsione 2017-2019 con l’approvazione da parte dei 14 consiglieri di maggioranza presenti, e con l’opposizione (6 voti) della minoranza.

mercoledì 29 marzo 2017

Flash n.465 del 29 marzo 2017 - Commenti su Tasse e Yariffe

Commenti su Tasse e Tariffe

Lunedì 27 marzo 2017, in Consiglio Comunale, sono state approvate tutte le proposte dell’amministrazione Micheli per quanto riguarda Tasse e Tariffe, il cui dettaglio abbiamo illustrato nel Flash n. 464. Le approvazioni sono state ottenute con il voto favorevole della maggioranza e il voto negativo dell’opposizione. Scarsa la presenza del pubblico (una trentina di persone), mentre ci si attendeva un afflusso più significativo (e rumoroso).
Le ragioni delle variazioni (in crescita) delle aliquote erano già state illustrate dall’assessore al Bilancio Stanca (vedi Flash n. 462). Stanca spiega anche come una legge nazionale impedisca aumenti di aliquote di tributi e addizionali rispetto al 2015. Si può superare l’impedimento accedendo alle procedure di riequilibrio finanziario pluriennale, come è appunto accaduto per Segrate.

Naturalmente, contro gli aumenti, partono gli strali dell’opposizione.
Parte De Felice (Forza Italia), magnificando le realizzazioni della precedente amministrazione Alessandrini e vaticinando “l’inizio del periodo dell’oscurantismo”.
Lo segue Borruso (Alessandrini per Segrate) per il quale “si alzano i costi, ma non la qualità dei servizi”, e chiede una riduzione dell’addizionale Irpef.
Airato (Alessandrini per Segrate) si produce in un’analisi dei costi risultanti a carico delle famiglie, ma dimostra solo la sua scarsa dimestichezza con i concetti di reddito e di Isee (Indicatore della  Situazione Economica Equivalente), dove il reddito va diviso per i componenti del nucleo famigliare.
Rigamonti (Lega) lamenta che questa amministrazione non abbia considerato le conseguenze delle sue scelte strategiche (no al consumo del suolo) sulle imposizioni fiscali, secondo lui già arrivate al limite.
Non viene risparmiato neppure il solito siparietto tra Del Giudice (Forza Italia) e Rosa (Segrate Nostra) che rivangano accadimenti superati e che evidenziano una storica incomprensione reciproca. Il presidente Viganò invita addirittura Del Giudice a non esprimere le sue opinioni più offensive solo a voce e non al microfono, perché in tal modo non possono essere registrate. Si innesca poi una nuova polemica quando Rosa dà del “pupazzetto manovrato” a De Felice.
Più costruttivo Dimalta (5 Stelle), che invita innanzitutto a fare cassa dove possibile: ad esempio, portare a casa le multe effettuate a Linate dalla polizia di Milano, o i soldi per i disagi causati dai voli; azzerare i costi della politica, ecc..

Una difesa delle scelte dell’amministrazione arriva, oltre che da Barsanti (Pd) e Ferrante (Pd), anche da Fusilli (Segrate Nostra), che esordisce parlando di “un Consiglio Comunale sofferto sia da parte della maggioranza, sia da parte dell’opposizione”. Fusilli condivide comunque il principio di far pagare di più a chi più ha (con particolare riferimento alle tariffe per asili nido e mense scolastiche), senza toccare le fasce più deboli.


Chiude il sindaco Micheli: “Le criticità che abbiamo rilevato – dice Micheli – hanno superato ogni più pessimistica previsione”. E fa l’esempio della San Marco, la quale si è presa le sue provvigioni alla fonte sulle tasse riscosse, senza che però le stesse provvigioni fossero registrate nel Bilancio comunale. E adesso tocca alla nuova amministrazione metterle tra le passività. “Tutti sappiamo chi è l’autore di tutto questo – continua Micheli – Ma non è così che si governa il bene comune. Noi metteremo a posto i conti, con l’obiettivo di lasciare la città un po’ meglio di come l’abbiamo trovata”.

sabato 25 marzo 2017

Flash n. 464 del 25 marzo 2017 - Tasse e tariffe

Tasse e Tariffe

Martedì 21 e giovedì 23 marzo 2017 in commissione Bilancio, sono state presentate alcune delle azioni che permetteranno all’amministrazione di evitare il dissesto finanziario (vedi Flash n. 462). Vediamole.

Addizionale Irpef. Nel 2016, le percentuali dell’addizionale comunale Irpef erano state definite per scaglioni con un massimo dello 0.55%. Ora la percentuale passa allo 0,80% per tutti, con l’esclusione dei redditi fino a 15.000 euro. Il gettito previsto è di 6 milioni di euro, cioè 3.500.000 in più rispetto all’anno precedente.

Imu. Per seconde case, uffici, box non pertinenziali, ecc. l’Imu era del 9.5 per mille; ora sale al massimo valore permesso: 10,6 per mille. Le abitazioni di lusso passano dal 4 al 6 per mille. Non aumenta l’Imu per i negozi. Il gettito addizionale è previsto in 900.000 euro.

Tari. La tassa sui rifiuti è definita sulla base dei costi previsti per la loro gestione.  Tali costi saranno coperti dai proventi della tassa stessa. Per il 2017 il costo previsto è di 5.495.000 euro, il che rappresenta un incremento del 5% sull’anno precedente.

Tasi. La tassa (eliminata per le prime case) per immobili completati ma non ancora venduti o affittati, passa dallo zero al 2,5 per mille, per un’entrata di 70.000 euro.

Asili nido. Per gli asili nido è stata introdotta una nuova fascia Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) da 33.000 a 45.000 euro. Le famiglie che rientrano in tale fascia pagheranno 600 euro al mese per bambino. La fascia superiore pagherà il costo del servizio (707 euro). I costi per le altre fasce rimangono inalterati Il gettito addizionale previsto è di 190.000 euro all’anno.

Refezione scolastica. La fascia oltre i 33.000 euro di Isee pagherà 5,58 euro per pasto (il costo del servizio). Il pasto per i figli di famiglie attualmente esentate costerà 1 euro. Le altre fasce subiranno incrementi tra i 40 e i 60 centesimi. Vengono leggermente ridotti gli sconti per secondo, terzo e quarto figlio.

Pubblicità. Le zone di recente realizzazione del Parcheggio della Stazione, di via Lambretta/Piaggio, del raccordo di San Bovio con l’Idroscalo e della variante Giotto/Modigliani vengono definite di “categoria speciale”. Il costo delle affissioni, in queste zone, verrà incrementato del 150%. Gettito previsto: 54.000 euro.

Entrate non riscosse. Per le entrate non riscosse, come da decreto legislativo, sono previste delle agevolazioni, eliminando le sanzioni. Ad esempio, per le infrazioni stradali (5 milioni pendenti per i T-red) non saranno contabilizzati gli interessi. Sono previste anche rateizzazioni su 18 mesi. Il tutto vale fino a giugno 2017.


Tutto quanto sopra esposto verrà discusso e votato lunedì 27 marzo in Consiglio Comunale. Sentiremo cosa ne pensa l’opposizione.

martedì 28 febbraio 2017

Relazione dell'ex Vicesindaco Manuela Mongili

Relazione dell'ex Vicesindaco Manuela Mongili

Sulla stampa e sui social si diffondono voci e commenti sul contenuto della relazione che ho inviato a Sindaco e Consiglieri, e chiesto di discutere nella sua sede propria, che è il consiglio comunale; voci e commenti che sono inesatti e ritengo di dover precisare.
Nella mia relazione non ho mai parlato di reati, né essa contiene minacce.
I reati sono e devono restare di competenza esclusiva dell'Autorità giudiziaria.
Io ho posto solamente un problema politico.
Ho parlato di ingerenze nella attività amministrativa da parte del Segretario cittadino del PD.
Ho richiamato, a supporto, un insieme di fatti, che lo stesso Sindaco (perfino “a mente fredda e dopo averci dormito una notte”) ritenendoli rilevanti e non pettegolezzi e semplici chiacchiere, ha denunziato alla giunta in maniera abbastanza formale, e dandovi grande peso.
Ora, onde evitare che sul contenuto della mia relazione, si faccia “uno spezzatino”, e si diffondano illazioni non controllate e non controllabili, o opinioni sbagliate e non fondate sulla realtà, ritengo opportuno pubblicarla nella sua interezza.
Così, chiunque vi abbia interesse, se ne potrà fare una opinione diretta, e non mediata attraverso le parole di chi la commenta a più riprese sui giornali, tenendola però nascosta in un cassetto.
Preciso che, sotto il profilo umano, non nutro alcun risentimento o livore, e anzi mi sento più serena di prima
Ho semplicemente fatto, nei modi corretti e nel rispetto delle mie prerogative, ciò che ho ritenuto giusto, e anzi mio preciso dovere fare.
E' stata portata a termine con prepotenza, nei confronti di una Vicesindaco, quale io ero, eletta con ampio consenso, che stava operando bene e a favore dei cittadini, una operazione violenta, ingiusta e ingiustificata, allo scopo di ridurla al silenzio e alla quiescenza, e soffocare così il dibattito su questioni rilevanti, su cui chiedeva risposte chiare.
Ho ritenuto di reagire, nel rispetto della mia dignità, del mio ruolo, dell'ampia fiducia che ho ricevuto dai cittadini al momento del voto, e, sempre, delle regole.
La mia azione, politica e amministrativa, resta così completa, per chi la vorrà ricevere e farne un buon uso.
E per il resto....Chi ha cucinato questa minestra, adesso se la mangi.
Manuela Mongili
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RELAZIONE PER IL CONSIGLIO COMUNALE
Oggetto: ritiro fiducia e deleghe al Vicesindaco Mongili.
Il Segretario PD di Segrate ha chiesto al Sindaco di sfiduciarmi, in quanto non allineata con le indicazioni del Partito: “cantavo fuori dal coro”.
Il Sindaco ha accolto la richiesta, motivando dapprima in vari modi, e infine dicendo, in buona sostanza, che “non ho rispettato la consegna del silenzio”.
Questo il contenuto del Provvedimento sindacale n. 4/2017 di revoca delle deleghe: “valutato con rammarico alcune dichiarazioni alla stampa locale e la diffusione inopportuna di comunicazioni da parte del Vicesindaco Manuela Mongili, che, se pur legittime in relazione alla libertà di azione politica e di espressione democratica, hanno tuttavia compromesso in modo irrimediabile il necessario rapporto di fiducia fondamentale per il mantenimento delle deleghe conferite; precisato che il venire meno della fiducia nei confronti dell'Avv. Manuela Mongili non è in ogni caso da intendersi riferito a qualsivoglia valutazione relativa a qualità personali o professionali dell'Assessore revocato decreta di revocare da nomina Vicesindaco e assessore del Comune di Segrate dell'Avv. Manuela Mongili con decorrenza immediata”.
Su tali contestazioni, del Segretario PD e del Sindaco, non ho niente da obiettare. Rispondono a verità e sono documentate. Va però detto che si è aperto un CASO POLITICO, e come tale va trattato e discusso in Consiglio Comunale, che è la sede propria.
I comportamenti del Segretario del PD Dalerba, con la quiescenza del Sindaco, davano luogo a confusione di ruoli: ruolo politico di semplice indirizzo da una parte (ad esempio, più verde, meno cemento, più scuole, più attenzione alle categorie fragili......ecc) e ruolo amministrativo, di attuazione in concreto, nelle forme e nei modi possibili, degli indirizzi politici, attraverso atti amministrativi (delibere di Giunta, delibere di Consiglio, atti dei dirigenti e degli uffici), dall'altra parte.
Questo è un problema da me avvertito immediatamente, anche perchè questa ambiguità e confusione di ruoli determinava, in concreto, che si scaricassero sulla Giunta le responsabilità di atti concepiti e voluti altrove, di cui sovente la Giunta veniva messa a parte all'ultimo momento, con un “pacchetto” già confezionato, che, ora per un motivo, ora per un altro, doveva essere approvato in gran fretta, così come era.
Il risultato veniva conseguito attraverso la sistematica minaccia, per un verso, da parte del Segretario, del venire meno dell'appoggio e della fiducia dei consiglieri comunali del PD sulle delibere di consiglio, e per altro verso con la sistematica minaccia del ritiro delle deleghe da parte del Sindaco agli Assessori. Ingerenze e intromissioni quindi, intollerabili, come è risultato sempre più evidente nell'arco di questo anno e mezzo, ed è dimostrato dai seguenti fatti:
1)   Questione Boffalora e imposizione del Segretario PD di riduzione del 50% delle volumetrie.
A pochi giorni dalle elezioni, la precedente giunta Alessandrini aveva adottato il PII “Milano 4 You”, che si sostituiva, con alcune modifiche, al PII Cascina Boffalora, precedentemente approvato dal Consiglio Comunale nel 2004, mai completato, e che, a causa della decozione dell'operatore, tanti problemi aveva causato sia all'Amministrazione comunale (fidejussioni) che ai cittadini (condominio Boffalora); problemi tutti a me ben noti per averli trattati nel corso del mio mandato di Consigliere Comunale PD all'opposizione, nella tornata amministrativa 2010-2015.
 La nostra Giunta, appena insediata, doveva quindi decidere se approvare il piano già adottato dalla Giunta Alessandrini, ovvero bocciarlo, ovvero modificarlo.
Il Sindaco aveva dato mandato all'Assessore al territorio di trattare con i proponenti (Vegagest e Red) per chiudere la questione Boffalora a certe condizioni. L'Assessore aveva trattato e concluso, conformemente alle indicazioni, 2 riservando al Sindaco l'ultima parola, dopo che il Proponente avesse fornito una impegnativa con l'accettazione delle condizioni, cosa che la Vegagest faceva, depositando la relativa bozza integrativa di convenzione in data 16.11.2015. Il Sindaco, però, nel frattempo, aveva cambiato idea. Ciò avveniva a seguito della imposizione, da parte del Segretario PD, di una riduzione delle volumetrie del 50% sul PII adottato, e già modificato conformemente ai desiderata della Amministrazione. Quindi, il Sindaco, faceva pervenire in giunta, il 19/11/2015, il testo di una delibera nella quale le richieste dei Proponenti venivano bocciate e il PII, come adottato e modificato, veniva respinto. L'assessore al territorio rappresentava alla Giunta di non potere approvare la delibera proposta, facendo presente che aveva trattato e concluso con i Proponenti secondo le indicazioni del Sindaco, che erano state tutte accettate dai proponenti; proponeva quindi alla Giunta una sua astensione. L'Assessore al Bilancio interveniva allora, prima del voto, per sostenere la tesi che tale posizione dell'Assessore al Territorio avrebbe comportato che gli venissero ritirate le deleghe, e il Sindaco assentiva. E così l'Assessore al Territorio, e tutta la giunta compatta, dovettero votare la delibera, sulla fiducia nell'operato del Sindaco.
La reazione dei Proponenti il piano, come noto, non si è fatta attendere. Oltre ad un ricorso nei confronti della Amministrazione Comunale, con richieste di risarcimento danni per 70 milioni di euro, veniva proposta una azione diretta, con richiesta di ingentissimi danni, anche nei confronti di ciascun componente della Giunta, sia in qualità di assessore che in proprio, sulla base del fatto che non erano state prese in considerazione le integrazioni al PII depositate il 16.11.2015, in cui i proponenti aderivano alle richieste dell'Amministrazione. Con l'azione nei confronti di ciascun assessore, i proponenti il piano hanno lasciato intendere che la bocciatura della proposta di PII avesse, evidentemente, altre ragioni, di natura non amministrativa, su cui chiamavano a rispondere ciascun componente delle Giunta.
 Il componimento successivo della vertenza ebbe un epilogo quanto mai sconcertante. Dopo trattativa diretta del Sindaco, l'accordo con i Proponenti fu raggiunto e ratificato, sulla base di un nuovo PII, che conteneva l'abbattimento del 50% delle volumetrie, come da indicazione del Segretario PD, e alla condizione che venissero ritirate le richieste di risarcimento danni a carico del Sindaco e dei 3 componenti della Giunta. A ciò conseguì effettivamente il ritiro della causa nei confronti del Sindaco e degli Assessori, come hanno titolato i giornali, in data 16.9.2016, e come io ho appreso dalla stampa ancor prima che mi venisse notificato l'atto di rinuncia. Il che aggravava ancor più la vicenda, perchè apriva la strada alle ipotesi le più svariate.
2)   Il Pizzino
 Nella prima metà del mese di maggio2016, il Sindaco si presentava in giunta mostrando un foglio di carta manoscritto, con alcuni nomi, e affermando che tale bigliettino gli era stato consegnato dal Segretario PD Dalerba, con la richiesta di affidare a quei nominativi degli appalti o delle consulenze. Non so se questo fatto sia vero o falso, né so che significato attribuirgli; ma, per la tranquillità di tutti, io, a seguito di una riunione del coordinamento del Partito, chiedevo chiarimenti al Segretario del PD, alla presenza anche di un Consigliere Comunale PD e dell'Assessore al Bilancio. Ne seguiva una frenetica telefonata tra Segretario PD e Sindaco, che il Segretario dapprima diceva di voler mettere in viva voce, poi invece teneva unicamente per sé. A seguito di ciò il Sindaco, immediatamente, inviava agli assessori della giunta un messaggio: “Sono davvero incazzato e deluso da tutti voi, Vergognatevi. Se volete fare la guerra a Damiano non la fate usando me. Gli assessori del PD hanno tradito la mia fiducia. Sia chiaro che domani ritiro le deleghe.”
Seguiva, la mattina successiva, il messaggio dell'Assessore al Bilancio “è stata Manuela e solo Manuela ad attaccare Damiano. Nessun altro. Ognuno deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni”
Io non so, ripeto, se il fatto sia vero o falso; gli interessati dovranno comunque spiegare questo fatto, il perchè sia avvenuto, e con quale finalità; io, per la tranquillità di tutti, su questo fatto ho ritenuto di chiedere chiarimenti.
3)   Il reimpasto delle deleghe.
Il Segretario del PD, dopo tale fatto, si incontrava con il Sindaco, e 4 chiedeva un reimpasto delle deleghe, che poi, di fatto, avveniva nel mese di settembre. Nel frattempo veniva fatta circolare la voce che io avrei perso le deleghe, perlomeno quella di Vicesindaco.
4)   Il Gruppo di lavoro PD sul PGT
Intromissione nella politica del territorio da parte del Segretario PD, che chiedeva e otteneva dal Sindaco un gruppo di lavoro del PD sul PGT, in parte composto da operatori locali, il cui portavoce risultava essere, nei fatti, l'esponente PD Lorenzo Dell'Orto, e che, forse, sarebbe stato più opportuno evitare, come dimostra la successiva vicenda tra Assessore al Territorio e portavoce del Gruppo PGT, che si riporta sotto, sub 5).
5)   L'alterco tra l'Assessore al Territorio e il portavoce del Gruppo di lavoro PD.
Il Sindaco, in data 1.10.2016, metteva la Giunta a conoscenza della lettera mail inviata al Segretario PD e p.c al Capogruppo PD in Consiglio Comunale, in cui scriveva:
“Damiano, stavolta tocca a me recriminare per un fatto decisamente grave, direi anzi inaccettabile e te ne parlo dopo averci dormito sopra per evitare una reazione a caldo che avrebbe potuto essere eccessiva. Mi riferisco a quanto ha detto Lorenzo Dell'Orto nell'incontro che il Gruppo di Lavoro del PD ha avuto ieri con Roberto De Lotto sul procedimento da seguire per la riconvenzione Boffalora. Nel caso non ti sia stato riferito, sappi che nel corso della discussione Dell'Orto è arrivato a ipotizzare che l'idea di un percorso accelerato, sostenuta nel corso dell'incontro da De Lotto, per l'approvazione del nuovo piano edilizio fosse dettata da qualche forte interesse, evidentemente illecito. Di fronte alla reazione di Roberto, ferma e immediata, mi riferiscono che Dell'Orto abbia cercato di dire che non si riferiva ai presenti. Non è stato fatto il mio nome, ma è noto che le trattative con la proprietà e gli operatori sono state condotte principalmente dal Sindaco e dall'Assessore all'Urbanistica. Mi rendo conto che a volte nelle discussioni animate possa sfuggire qualche parola di troppo e ho accettato finora critiche aspre e pesanti cercando di trovarle ragionevoli, ma  non ammetto, nel modo più assoluto, che venga messa in dubbio la assoluta onestà e trasparenza mia o quella di Roberto De Lotto. Ti chiedo di riferire la mia irritazione e il mio sconcerto all'interessato e ti comunico che valuteremo più attentamente la necessità di prossimi incontri tecnico-politici, visto che da luogo di confronto sono diventati occasione per plateali gravi insinuazioni. Una lettera di "chiarimenti" sarebbe inoltre a mio avviso piuttosto opportuna ma su questo e sugli eventuali contenuti mi affido al tuo senso di responsabilità e alle tue valutazioni.”
Questa comunicazione del Sindaco era rivolta al Segretario PD, e mette in evidenza una ulteriore manifesta intromissione del Segretario PD nella azione amministrativa e negli atti amministrativi, ed è il segno chiaro di una confusione e commistione tra ruolo politico e ruolo amministrativo. Il Segretario avrebbe dovuto limitarsi ad un indirizzo politico per la stesura del PGT (per es. più verde e meno cemento...); ma certo non gli compete la realizzazione di un PGT parallelo a mezzo di un gruppo di lavoro.
Dal canto mio, sull'episodio, chiedevo chiarimenti al Segretario, precisando che il Partito deve esprimersi in maniera unitaria, a seguito di un trasparente confronto, e con atti trasparenti; non possono essere portate avanti istanze diverse, su tavoli diversi, in cui gli uni sono all'oscuro di ciò che fanno gli altri; mettevo in guardia dai rischi di questo modo di operare e chiedevo al Segretario di porvi rimedio.
6)   Il documento PD che chiede il rimpasto di Giunta.
A fine ottobre 2016, si è verificato un attacco virulento contro Sindaco e Giunta da parte del Segretario PD, il quale ha portato in Coordinamento un documento, a firma di Liliana Radaelli, che è stato approvato, in cui si contestava violentemente l'operato dell'Amministrazione e si concludeva con la richiesta di un rimpasto di giunta.
Il documento è stato anche fornito da qualcuno alla stampa locale. Successivamente vennero ancora fatte girare voci secondo le quali io ero destinata alla perdita delle deleghe.
7)   Ingerenze rispetto al bilancio.
Un altro fatto significativo riguarda il bilancio.
Nel mese di dicembre 2016, il Segretario del PD, dopo avere tentato una prima sortita di contestazione alla Giunta (opposizione alla maggioranza dai banchi della maggioranza), e alla coalizione, in occasione di una riunione di maggioranza sul bilancio, lamentando che il bilancio non era gestito; poi, non contento, intimava, con una mail diretta al Sindaco, di intervenire rispetto al bilancio in modo strutturale, con un progetto di rientro graduale, da spalmare su 8-9 anni, in cui prevedere l'estinzione dei mutui attraverso i proventi delle pratiche SUAP e l'alienazione del patrimonio immobiliare dell'ente; per tali ragioni, al contempo, chiedeva il blocco dell'attività degli atti amministrativi in itinere, là dove coinvolgessero l'utilizzo del patrimonio pubblico. Detto blocco era da riferirsi, come precisato dal Sindaco alla Giunta, anche al progetto in itinere per l'utilizzo dello spazio dell'ex liceo San Raffaele di Milano 2, da adibirsi a spazio per le famiglie, a me affidato dal Sindaco, e che stavo portando avanti da un anno, con il coinvolgimento attivo della cittadinanza, e che era ormai pronto a partire (era pronta la delibera di giunta di indirizzo, ed era pronta la manifestazione di interesse per la città, preparata dagli uffici), e su cui è stato anche vinto il bando regionale sul PTO (politiche temporali) da € 30.000,00. Tale blocco indicato dal Segretario avrebbe coinvolto anche il progetto di coworking su Cascina Ovi, portato avanti da un altro Assessore, anch'esso in itinere.
Ciò, a mio avviso, costituisce una intromissione che non è nelle competenze e nelle funzioni di un Segretario di partito, e costituisce una chiara ingerenza nella attività amministrativa, che io contestavo vivacemente al Sindaco e agli altri assessori, oralmente e via mail, sollecitando Sindaco e Giunta a procedere nei nostri atti in autonomia, come ci competeva.
8)   I chiarimenti con il Segretario PD rispetto alle ingerenze sul bilancio.
Successivamente alla mia mail di cui sopra, in cui lamentavo con la Giunta l'ingerenza del Segretario PD e chiedevo a Sindaco e Giunta di andare comunque dritti per la nostra strada (mail che qualcuno aveva fatto avere al Segretario PD), ci fu, poco prima di Natale, un incontro tra me e il Segretario, alla presenza di un consigliere comunale PD, dove il Segretario pretendeva le mie scuse formali per il fatto che avessi definito un “belato” la sua sortita inopportuna di bloccare le attività della giunta e imporre una procedura 7 particolare sul bilancio, ed aggiungeva che io, solo formalmente, sarei stata il “capo delegazione”, ma che, di fatto, “a comandare sarebbe stato lui”, e quindi avrei dovuto seguire le sue indicazioni, anche amministrative. Su tale posizione del Segretario, io dissentivo, e lo richiamavo al rispetto reciproco dei rispettivi ruoli: di indirizzo politico il ruolo del Segretario; di azione amministrativa il ruolo del Vicesindaco. Ad ogni modo, nel tentativo di non esasperare il contrasto e di comporre la questione in modo saggio, nel reciproco rispetto dei ruoli e delle attribuzioni, dopo l'incontro inviavo una mail di chiarimenti al Sindaco e alla Giunta, che però non era di gradimento del Segretario, come mi faceva sapere.
9)   Le minacce di ripercussioni in Consiglio Comunale.
A crisi aperta, dopo che sono stata pubblicamente sfiduciata dal Segretario PD, il Capogruppo PD minacciava conseguenze ove il Sindaco non avesse accolto la richiesta di sfiducia nei miei confronti (Giorno Martesana del 13.1.2017).
10) La difficoltà del Sindaco ad uscirne
 Il Sindaco, dopo tali dichiarazioni del Capogruppo PD, in data 14.1.2017, mi suggeriva di attivarmi presso i consiglieri del PD, parlando con loro ad uno ad uno. In pratica, mi si chiedeva di fare il giro dei consiglieri PD con il cappello in mano, per chiedere la grazia (e l'appoggio in Consiglio). Cosa che io non accettavo, chiedendo invece al Sindaco che la questione fosse discussa in Consiglio Comunale.
 CONCLUSIONI.
Ritiro della fiducia nei miei confronti:
Mandante =il Segretario PD Dalerba e quelli che rappresenta.
Esecutore = il Sindaco.
 Morale della storia = “colpiscine una per educarne cento”.
Per questi fatti, non potevo, come è facile capire, accettare nessuna mediazione e  nessun compromesso, che mi avrebbero privato della mia autonomia di giudizio e della mia indipendenza come pubblico amministratore. E proprio per questi fatti intendo ricorrere al TAR, per esercitare il mio potere/dovere di rappresentare i miei elettori, ed ottenere una reintegra che mi consenta in totale indipendenza, l'esercizio del mandato di rappresentanza affidatomi dai miei elettori, nell'interesse della città.
Rilevo anche sin d'ora che la c.d. “Procedura di predissesto finanziario”, detta anche di “riequilibrio finanziario pluriennale”, potrebbe voler significare, come è d'uso, che, per prevenire lo stato fallimentare è necessario dare fondo a tutte le risorse, e ricorrere anche a misure straordinarie, che non sono contenute nel nostro programma elettorale....

Segrate, 30 gennaio 2017

 Manuela Mongili 


mercoledì 22 febbraio 2017

Flash n.463 del 22 febbraio 2017 - Approvato il PII Milano 4 You

Approvato il PII Milano 4 You


Il 17 ottobre 2016, in Consiglio Comunale, era stato adottato il Piano Integrato di Intervento (PII) Milano 4 You (ex Boffalora). Vedi Flash n. 458. Mentre il Piano approvato dalla precedente amministrazione sui 306.860 mq dell’area prevedeva 175.000 mq di edificato, il nuovo piano prevede 89.800 mq di superficie di pavimento, compresi i servizi, ai quali vanno aggiunti i 20.000 mq già esistenti.

Da ottobre sono arrivate una decina di osservazioni, illustrate dall’assessore De Lotto, praticamente tutte accolte. Si tratta di: a) riposizionamento della residenza per anziani, per ridurre il rumore (anche con barriere antirumore); b) interramento dell’elettrodotto; c) predisposizione di un’area per la scuola (4.500 mq); d) destinazione dei posti auto in esubero (150) al pubblico; e) ridefinizione dell’area a nord, verso la Cassanese, da pubblica a privata; f) anticipazione della messa in sicurezza dell’incrocio Morelli-Di Vittorio; g) verifica della congruenza ecologica tra l’insediamento Boffalora e i Plis (Parco Locale di Interesse  Sovracomunale) delle Cascine.

Lunedì 20 febbraio 2017, si è arrivati alla definitiva approvazione. Con alcune contestazioni da parte della minoranza. Airato (Alessandrini per Segrate), fa riferimento ad un documento dell’ex vicesindaco Mongili, che, secondo lui, ravvisa alcune ipotesi di reato, che hanno provocato il cambiamento del piano. Il presidente del Consiglio, Viganò, ne impedisce la lettura in quanto il documento è già stato protocollato e passato alla Pretura. I consiglieri di minoranza, per protesta, lasciano l’aula (erano usciti dall’aula anche in fase di adozione). Resta solo Rigamonti (Lega Nord) che esprime le sue perplessità sui problemi di sempre: i nominativi dei veri finanziatori, i ritorni economici aleatori a causa della riduzione dei volumi edificabili, i lavori da fare per i residenti.

Su questo ultimo punto, in commissione (16 febbraio 2017) si è saputo che l’operatore Red e i residenti dei condomini interessati hanno siglato un accordo che prevede, a carico di Red: A) messa a disposizione di 600.000 euro (in più anni) destinati alla compensazione delle spese sostenute per il pompaggio dell’acqua dal secondo seminterrato; B) creazione di nuovi box per sostituire quelli inutilizzabili nel secondo seminterrato; C) messa in sicurezza dei quadri elettrici; D) 120.000 euro all’anno per la gestione delle pompe per il tempo ancora necessario; E) contributo di 50.000 euro per l’allacciamento al nuovo impianto di riscaldamento; F) spese legali, accatastamenti e permute. L’accordo è legato all’approvazione del PII (ora avvenuta), e gli impegni dipendono dai permessi per costruire. Il tempo limite è 12 mesi, ma si pensa si possano ridurre a 6. I condomini comunque non ritireranno la causa civile in atto fino a completamento delle attività.

Il voto finale vede l’approvazione del PII con i voti della maggioranza (14) e il voto contrario di Rigamonti. Conclude il sindaco Micheli: “Il nostro è un voto di responsabilità. Chi se ne è andato ha invece mostrato poco rispetto per i cittadini presenti e la cittadinanza tutta. Dobbiamo parlare del futuro del nostro paese e non di pettegolezzi. Oggi inizia una strada accidentata che deve portare ad un esito positivo”.