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Bilanci in riduzione.
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Generali.
Nel 1999 il comune di Segrate aveva riscosso dalle Ass. Generali 975.000 euro
per oneri di urbanizzazione. Una sentenza del Tar Lombardia dell’agosto 2010
dichiarava questi oneri “non dovuti” e quindi invitava il comune a restituirli,
con l’aggiunta di 282.000 euro di interessi (fino al 3-8-2010). Questo obbligo
è sparito nelle nebbie della burocrazia segratese, ed è rispuntato quest’anno,
con l’aggravio dei nuovi interessi maturati dal 2010 ad oggi. Ora il comune ha
trovato un accordo con le Generali: non sono più richiesti gli interessi
2010-2014, e la restituzione avverrà in due rate (31 ottobre 2014 e 30 aprile
2015). Radaelli (Pd) si stupisce di “questo velo di silenzio steso sul
problema”. Monti (Insieme per Segrate), Rosa (Segrate Nostra), Berardinucci
(IdV), Ancora (Pd) e Casadio (Fronte) ritengono che, per evitare che errori di
questo tipo si ripetano, andrebbe fatta luce sull’accaduto. Silenzio totale da
parte dell’amministrazione. Al voto, la minoranza (con Casadio) esce dall’aula,
e la maggioranza (16 presenti) vota la legittimità
di questo debito fuori bilancio.
Variazioni
di Bilancio. Il 7 ottobre 2014, il Consiglio Comunale verifica lo stato del
Bilancio 2014. Il buco più significativo è dovuto ancora una volta, come
sottolineano gli esponenti dell’opposizione, all’eccessivo ottimismo utilizzato
nella previsione degli oneri di urbanizzazione da incassare. All’inizio
dell’anno erano stati previsti 7 milioni; ora si pianificano 1,7 milioni. Non
arriva neppure il milione e mezzo atteso dalla alienazione di beni patrimoniali comunali. Si riparte
mettendo all’asta i capannoni di via Schering (700.000 euro), il negozio a San
Felice (130.000) e un appartamento a Trezzo d’Adda (50.000).
Naturalmente i mancati introiti
incidono sulle spese di investimento
che scendono al 32% del pianificato. Si tratta del rifacimento di via Redecesio
a Lavanderie (in stallo), del Centro Civico di Redecesio, dei parcheggi del
Village, delle pensiline degli autobus (il bando è andato deserto), e così via.
Impatto negativo anche sulle spese
correnti: i 2 milioni che erano previsti provenire dagli oneri di
urbanizzazione ora non ci sono più. Si cerca di recuperare utilizzando 1
milione ricavato dai fondi accantonati per i rimborsi T-red, che adesso, dopo
la pronuncia del Tribunale a favore del comune, non servono più. Si potrà così
procedere alla manutenzione delle strade comunali. Verrà anche realizzata
un’area verde attrezzata nel quartiere Santa Monica o Boffalora (100.000 euro),
e si finanzieranno 3 autovetture (70.000) per i Carabinieri di San Donato. Dopo
ampia discussione, le variazioni di Bilancio e i relativi equilibri vengono approvati dai 16 della maggioranza, con
i no di minoranza e Casadio.
Transazioni
immobiliari. Si discute anche di acquisizioni/scambi di aree sul
territorio: 1.500 mq in via Archimede per la realizzazione della variante di
via Monzese; 2.310 mq per la variante di via Modigliani; 135 mq per un
marciapiede in via Novegro; 2.500 mq per il collegamento via Rivoltana–via
Corelli a Novegro; 400 mq in via Morandi nell’ambito Sice-Previt. Meno chiaro
risulta lo scambio di 17.000 mq nel Centro Parco, che passano al Comune, a
fronte di 4.720 mq di verde ceduti
all’operatore nell’area a fianco della Moschea (Lavanderie) e tra la vecchia e
la nuova Cassanese. Obiettivo: parcheggi e nuovi edifici a destinazione
commerciale e terziaria. In pratica, nuovi capannoni. Se ne vede proprio la
necessità? “Ma tutti i volumi edificatori vaganti finiscono a Lavanderie?”, si
chiede Monti. La minoranza vorrebbe chiarimenti che non arrivano. Va a vuoto
anche la richiesta di Segrate Nostra di discuterne quando ci saranno più
informazioni. Le transazioni vengono approvate
con i 17 voti della maggioranza e i 10 contrari della minoranza.
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