venerdì 7 novembre 2014

Flash n. 410 del 7 novembre 2014 - Boffalora e affini


Boffalora e affini.

 

 

Boffalora. Sono sempre nebulose le prospettive del complesso Milano Santa Monica (o Boffalora). Durante la commissione Territorio del 5 novembre 2014 l’assessore Lazzari ha illustrato la situazione. Il progetto (24 palazzi) avrebbe dovuto essere terminato entro luglio 2012. Scadenza poi rinviata a fine 2012, e successivamente fino a dicembre 2013. Ma anche a questa data si era ancora ben lontani dal completamento. Inoltre, nel febbraio 2012, l’amministrazione aveva raggiunto con la controparte (Vegagest) un accordo transattivo relativo alla parte edificata e alle relative opere di urbanizzazione, con il pagamento di 3.100.000 euro di fideiussione. Quali sono state le conseguenze di questo accordo transattivo? Il Comune ha interpellato dei legali. A loro parere (ottobre 2014), l’accordo transattivo mantiene in vita solo le obbligazioni dell’accordo stesso, mentre decadono tutte le obbligazioni della convenzione iniziale del 2005. Ne deriva che la fideiussione iniziale (30 milioni di euro) non è più escutibile e che per l’operatore rimangono 2 possibilità. 1) Presentare un nuovo piano conforme al nuovo Pgt, con i relativi limiti di edificabilità, più restrittivi di quelli della convenzione iniziale (in tal caso ogni decisione spetterebbe solo alla Giunta); 2) richiedere una variante al Pgt, per ottenere i precedenti indici edificatori, con nuovo passaggio in Consiglio Comunale.

La novità, a questo punto, è che nelle ultime settimane si è presentato un nuovo operatore (tedesco, il cui nome l’assessore non ricorda) che sarebbe intenzionato ad andare avanti nell’intervento (rifinanziando Vegagest). E’ interessato al mercato italiano, dove attualmente non è presente. Costruirebbe non per vendere ma per affittare. Entro fine anno potrebbe presentare un Master Plan, afferma Lazzari, il quale dice anche che al momento non c’è niente di scritto, ma solo colloqui. Quindi tutto è possibile e tutto può essere smentito. Restano comunque sullo sfondo i problemi (costi di riscaldamento, acqua nei box, ecc.) dei lotti edificati e le lotte legali dei residenti contro Vegagest. Vedremo come se ne uscirà. E intanto i mesi passano.

 

Quartiere Stazione. Su richiesta di Mongili (Pd) l’assessore Lazzari ha presentato la situazione del quartiere Village (davanti alla fermata ferroviaria). L’operatore è fallito ed è subentrata la banca Unicredit che ha rifinanziato l’operatore. Mancano ancora l’edificio per l’edilizia convenzionata, il verde, l’asilo, il parcheggio multi piano, ecc. Il comune era intenzionato a escutere la fideiussione. Unicredit ha però bisogno di tempo per valutare la situazione e decidere, di conseguenza, se proseguire e secondo quale progetto: quello iniziale o quello della variante successiva. Il comune ha quindi sospeso l’escussione della fideiussione per 120 giorni, e Unicredit si è impegnata a realizzare, nel frattempo, i parcheggi a raso sulle aree del parcheggio attuale. Anche qui vedremo come andrà a finire. 

 

Materiali inquinanti. Sono state richieste spiegazioni sui materiali inquinanti rilevati sia nel Centro Parco (Mongili), sia nella ex Dogana (Monti – Insieme per Segrate). Si sta provvedendo alla bonifica, ma l’assessore Lazzari ne sa poco o niente. Comunica, tra l’altro, che la Holcim può continuare a scavare ghiaia nella cava Trombetta (Centro Parco) fino a fine 2018.

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