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Boffalora e affini.
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Boffalora.
Sono sempre nebulose le prospettive del complesso Milano Santa Monica (o Boffalora). Durante la commissione
Territorio del 5 novembre 2014 l’assessore Lazzari ha illustrato la situazione.
Il progetto (24 palazzi) avrebbe dovuto essere terminato entro luglio 2012.
Scadenza poi rinviata a fine 2012, e successivamente fino a dicembre 2013. Ma
anche a questa data si era ancora ben lontani dal completamento. Inoltre, nel
febbraio 2012, l’amministrazione aveva raggiunto con la controparte (Vegagest)
un accordo transattivo relativo alla
parte edificata e alle relative opere di urbanizzazione, con il pagamento di
3.100.000 euro di fideiussione. Quali sono state le conseguenze di questo
accordo transattivo? Il Comune ha interpellato dei legali. A loro parere
(ottobre 2014), l’accordo transattivo mantiene in vita solo le obbligazioni
dell’accordo stesso, mentre decadono tutte le obbligazioni della convenzione
iniziale del 2005. Ne deriva che la fideiussione iniziale (30 milioni di euro)
non è più escutibile e che per l’operatore rimangono 2 possibilità. 1)
Presentare un nuovo piano conforme al nuovo Pgt, con i relativi limiti di
edificabilità, più restrittivi di quelli della convenzione iniziale (in tal
caso ogni decisione spetterebbe solo alla Giunta); 2) richiedere una variante
al Pgt, per ottenere i precedenti indici edificatori, con nuovo passaggio in
Consiglio Comunale.
La novità, a questo punto, è che
nelle ultime settimane si è presentato un nuovo
operatore (tedesco, il cui nome l’assessore non ricorda) che sarebbe intenzionato
ad andare avanti nell’intervento (rifinanziando Vegagest). E’ interessato al
mercato italiano, dove attualmente non è presente. Costruirebbe non per vendere
ma per affittare. Entro fine anno
potrebbe presentare un Master Plan, afferma Lazzari, il quale dice anche che al
momento non c’è niente di scritto,
ma solo colloqui. Quindi tutto è possibile e tutto può essere smentito. Restano
comunque sullo sfondo i problemi (costi di riscaldamento, acqua nei box, ecc.)
dei lotti edificati e le lotte legali dei residenti contro Vegagest. Vedremo
come se ne uscirà. E intanto i mesi passano.
Quartiere
Stazione. Su richiesta di Mongili (Pd) l’assessore Lazzari ha presentato la
situazione del quartiere Village (davanti
alla fermata ferroviaria). L’operatore è
fallito ed è subentrata la banca Unicredit
che ha rifinanziato l’operatore. Mancano ancora l’edificio per l’edilizia
convenzionata, il verde, l’asilo, il parcheggio multi piano, ecc. Il comune era
intenzionato a escutere la fideiussione. Unicredit ha però bisogno di tempo per
valutare la situazione e decidere, di conseguenza, se proseguire e secondo
quale progetto: quello iniziale o quello della variante successiva. Il comune
ha quindi sospeso l’escussione della fideiussione per 120 giorni, e Unicredit
si è impegnata a realizzare, nel frattempo, i parcheggi a raso sulle aree del parcheggio attuale. Anche qui
vedremo come andrà a finire.
Materiali
inquinanti. Sono state richieste spiegazioni sui materiali inquinanti
rilevati sia nel Centro Parco
(Mongili), sia nella ex Dogana
(Monti – Insieme per Segrate). Si sta provvedendo alla bonifica, ma l’assessore
Lazzari ne sa poco o niente. Comunica, tra l’altro, che la Holcim può
continuare a scavare ghiaia nella
cava Trombetta (Centro Parco) fino a fine 2018.
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