mercoledì 2 marzo 2016

Flash n. 442 del 2 marzo 2016 - Variante al Pgt - Novegro e San Felice

Variante al Pgt – Novegro e San Felice

Continuano le assemblee dedicate dall’amministrazione Micheli al processo di Variante al Pgt con buon successo di presenze: a Novegro (venerdì 26 febbraio) erano presenti 40 cittadini, e a San Felice (lunedì 29 febbraio) erano un’ottantina. Su entrambi i quartieri pesano le ricadute (quasi dimenticate) dell’Accordo di Programma siglato nel marzo del 2009 e che prevedeva tre ambiti. L’ambito 3, il più conosciuto è ormai noto come Centro Polifunzionale Westfield. Ma c’erano anche l’Ambito 1 e l’Ambito 2.

Novegro.  L’Ambito 2, ex Nardi, sulla rotta di decollo degli aerei,  inizialmente prevedeva che su 185mila mq di superficie dovessero atterrare terziario, ricettivo (alberghi) e 10.000 posti auto. Divenuti poi 4.500 posti auto, con trasferimento della capacità edificatoria sul Westfield. A seguito della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) i posti auto si sono ridotti a 1.500, lasciando libera la cascina Bruciata e l’area circostante. L’area Cascina è stata recentemente acquistata da una immobiliare bresciana, che intende costruirvi villette a schiera. Per i residenti l’area andrebbe destinata a luogo di aggregazione, con ludoteca, teatro, ritrovo per anziani, giochi per bambini e servire da punto di collegamento tra quartiere Novegro e quartiere Rivoltana. Tra gli altri temi segnalati ricordiamo la sicurezza (è già disponibile il vigile di quartiere Stefano Venerus, in condivisione con San Felice), il traffico e l’occupazione degli spazi riservati (specie nei giorni festivi), l’inquinamento ambientale e la linea 38 da mantenere.

San Felice. L’ambito 1 riguarda San Felice. Su 253mila mq (ex Ibm) sono previsti 101.200 mq di residenziale, il che vuol dire da 2.000 a 2.500 nuovi cittadini. L’ambito era denominato famigliarmente San Felice 2 (o Bis). Ma i sanfelicini non ci stanno ad essere accomunati, anche se solo nel nome, al nuovo quartiere, che è diventato per loro “A Sud dell’IBM”. Vogliono mantenere la loro autonomia e autosufficienza e non apprezzano (Lenisa) che si pensi, ad esempio, ad una scuola elementare in un quartiere e ad una media nell’altro, con conseguente aumento del trasporto automobilistico di alunni. Dicono NO anche alle Generali, che chiedono di utilizzare l’edificio ex Microsoft (18.000 mq, da abbattere), più altri 3.500 mq derivanti dal vecchio accordo Mondadori, per costruire residenze e terziario, con accesso a San Felice. Il comune incasserebbe 4 milioni di oneri. C’è anche SeGreen, che chiede di costruire parcheggi. Per l’assessore De Lotto la concessione permetterebbe di mantenere l’azienda sul territorio ed eviterebbe l’utilizzo dei parcheggi di San Felice (come accade adesso) da parte dei dipendenti dell’azienda. Sarà sicuramente costruita (nonostante i tentativi di opposizione del comune) la Rsa (Residenza Sociale Assistita) sull’area del Centro Marconi, che aveva ottenuto i permessi pochi giorni prima delle elezioni del maggio scorso, e che era stata fatta passare come di “interesse pubblico” in quanto metteva 2 (due !!) posti letto, su 100, a disposizione dei segratesi, con uno sconto del 20% sulle rette. Così non avrebbero pagato gli oneri di costruzione (330mila euro). La sintesi è di Limentani: “Non possiamo essere gravati dalle necessità di altri cittadini”. E si ritorna quindi a parlare della sbarra per la chiusura notturna. Per l’assessore Bosco: “Sul tema ci sono interpretazioni controverse della legge”, e Micheli dichiara che: “L’amministrazione è favorevole alla sbarra e stiamo cercando una soluzione”. Si chiude sull’invito di Migliore a continuare nel clima di collaborazione che si è creato, partendo, ad esempio, dal lavoro congiunto di guardie private e polizia locale sulle sanzioni agli automobilisti indisciplinati

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