sabato 19 aprile 2014

Flash n. 398 del 18 aprile 2014 - Dramma Boffalora

Dramma Boffalora

Mercoledì 16 aprile 2014 i residenti di Milano Santa Monica (o Boffalora) si sono riuniti in assemblea per discutere delle problematiche del loro quartiere. La presentazione iniziale è stata fatta da Sandro Tinelli, vera anima del comitato Boffalora. Tinelli è partito dal caso della fideiussione scaduta a metà marzo, e che avrebbe dovuto essere riscossa dal comune qualora l’operatore fosse stato (come lo è stato) inadempiente nella realizzazione del complesso immobiliare (vedi Flash n. 396). Le domande che Tinelli si pone sono: “E’ stata fatta una denuncia all’autorità giudiziaria? Cosa sta facendo l’amministrazione comunale?”. Ma c’è anche il tema della “visibilità e della vivibilità del quartiere”, abitato da 120 famiglie e da ben 70 bambini, e che oggi, sottolinea Tinelli: “E’ un’isola sperduta nel nulla”.
I problemi specifici affrontati sono stati poi i seguenti.
Teleriscaldamento. La centrale provvisoria (che sta diventando definitiva) del teleriscaldamento è di proprietà dell’operatore Vegagest, mentre la rete di riscaldamento è di proprietà della finanziaria Cofely. Questo dà al fornitore la possibilità di agire in condizione  di monopolio, applicando tariffe che sono il doppio di quelle di mercato. Cosa succederà se Vegagest e Cofely dovessero fallire? Perché l’amministrazione comunale non interviene?
Parco giochi. I 70 bambini del complesso non hanno spazi adeguati per giocare in sicurezza, e giocano per strada. Anche qui il comune non sta facendo nulla.
Percorsi sicuri. Il quartiere è attualmente isolato dal resto del territorio e sottoposto alle costrizioni causate, specie nelle ore di punta, dal traffico di via Di Vittorio e della Cassanese. E cosa succederà quando, a breve arriverà il traffico della Brebemi? E’ essenziale un collegamento ciclo pedonale con il passaggio sotto il cavalcavia di Milano Oltre e con la nuova fermata dell’autobus sulla Cassanese.
Pompe. Per quanto riguarda il Lotto I, la mancata impermeabilizzazione del suolo provoca l’allagamento del secondo interrato, con erosione delle fondamenta e continue spese per pompe e relativo funzionamento. Il costo è di 150mila euro all’anno. C’è un contenzioso legale promosso dagli abitanti che sembra abbia buone possibilità di successo. Vedremo.

I politici. Sindaco e assessori, anche se invitati, non si sono fatti vedere. Durante l’assemblea hanno preso la parola alcuni rappresentanti dell’opposizione in Consiglio Comunale. Precisamente: Ancora (Pd), Berardinucci (IdV), Monti (Insieme per Segrate), Mongili (Pd) e anche Casadio (FI), che si è presentato come “non rappresentante della maggioranza”. Tante parole, che si sono dimostrate assolutamente non in linea con le esigenze espresse dall’assemblea e con le richieste di soluzioni.  La sintesi della situazione è stata fatta da un residente: “Non ce la facciamo più a pagare. Il quartiere muore!”.
Mario De Gaspari (ex sindaco di Pioltello) segnala che sta presentando una denuncia per fatti analoghi a quelli della Boffalora che si sono verificati a Pioltello. Si augura di poter ottenere una sentenza esemplare. “Perché non fare qualcosa di analogo anche a Segrate - conclude De Gaspari –, dove si sono realizzate tutte le componenti possibili del malaffare?”.

Che fare? Tinelli conclude con tre proposte operative:
-      Realizzare una festa di quartiere, anche per raccogliere fondi per un parco giochi e una pista verso il cavalcavia sulla Cassanese.
-      Organizzare una manifestazione/corteo dalla Boffalora al Palazzo Comunale.
-      Partecipare in maniera massiccia alla seduta del Consiglio Comunale durante la quale saranno discusse le mozioni relative alla Boffalora.
Basteranno?

mercoledì 2 aprile 2014

Flash n. 397 del 2 aprile 2014 - No streaming


No streaming
 
Streaming. La richiesta di trasmettere in diretta (streaming) le sedute del Consiglio Comunale era già stata presentata da Monti (Insieme per Segrate) nel 2010 e subito bocciata. Ci aveva riprovato Seracini (Scelta Civica) il 16 settembre 2013 (vedi Flash n. 379). Approfittando del fatto che gli Indipendenti avevano lasciato l’aula per protestare contro l’assenza del sindaco, e che PdL, Lega e IdV si erano astenuti, la mozione era stata approvata con i voti della minoranza. Breve illusione. Lunedì 31 marzo 2014, in Consiglio Comunale (sindaco assente), si scopre che per rendere efficace la decisone non basta la maggioranza dei consiglieri presenti (come era accaduto il 16 settembre scorso), ma occorre la maggioranza dei consiglieri aventi diritto: quindi servono 16 voti (su 31 consiglieri).
Si riparte con la maggioranza. Donati (Lega) dichiara la sua opposizione perché: “I cittadini si avvicinano alla politica solo attraverso un dialogo diretto con la gente”. Meno dialettico Casella (FI): “Abbiamo votato contro la proposta di Monti. Non vedo perché votarla se viene presentata da uno della maggioranza [Seracini]”. Gervasoni (NCD) ricorre al suo solito discorso dove ricorrono le parole “strumentalizzazioni” e “demagogia”.
Di diverso tenore i commenti della minoranza. Radaelli (Pd): “Cerchiamo di creare un legame con i cittadini”. Mongili (Pd): “Abbiamo verificato che c’è un confronto reale solo quando ci sono in aula parecchi cittadini. Quindi lo streaming può essere uno strumento per rendere più costruttivi i dibattiti in Consiglio Comunale”. Berardinucci (IdV): “Ci sono nuovi mezzi. Usiamoli”. Rosa e Micheli (Segrate Nostra): “Come dice Renzi, il nostro referente è il cittadino. C’è il nuovo vento della rivoluzione digitale che sta cambiando il modo di fare politica, come è riflesso anche nell’agire del Movimento 5 stelle. Se non lo facciamo ora, lo faremo comunque la prossima legislatura”. Monti: “Lo streaming può essere uno strumento di apertura verso i cittadini. Le motivazioni della maggioranza sono facilmente confutabili”.
Chiudiamo con le parole di Seracini: “Durante il periodo pre-elettorale delle prossime amministrative chiederò ai candidati se sono favorevoli o meno allo streaming. Sarà imbarazzante”. Al voto, risultano a favore la minoranza, Casadio (FI), che si dissocia dal suo partito (“Non c’è nulla da temere”) e Seracini: 11 voti. Non bastano. Ne servono 16. Niente streaming per Segrate.
 
Acqua e gas. Come atti dovuti, sono state votate all’unanimità (con la sola astensione di Berardinucci sul Regolamento Idrico) alcune adozioni relative ad Acqua e Gas. Per il Gas si è trattato di scegliere Cassano d’Adda come comune capofila dei 41 comuni facente parte del Servizio Distribuzione del Gas Naturale, e i 6 comuni del Comitato di Monitoraggio (tra cui Segrate). Per l’Acqua, è stato votato il Regolamento del Servizio Idrico Integrato, valido per i 133 comuni della Provincia di Milano, raggruppati nella CAP Holding (Consorzio Acqua Potabile). E’ passata anche la scissione dei comuni del lodigiano, che vanno a costituire il loro gruppo provinciale. Ma le province non dovrebbero sparire?
 
Volontari civici. Per valorizzare ulteriormente l’attività dei volontari locali, già efficacemente presenti sul territorio, viene istituito l’Albo dei Volontari Civili. L’Albo raccoglierà i cittadini dai 16 agli 80 anni che verranno utilizzati per finalità culturali, sociali e civiche. Tutti d’accordo sull’iniziativa, votata all’unanimità. Monti (Insieme per Segrate) coglie l’opportunità per richiedere, ancora una volta la Casa del Volontariato, che favorirebbe le sinergie tra le varie associazioni e che è già stata promessa varie volte, con la relativa sede (Lavanderie, Cascina Nuova, Comune Vecchio, ..), ma mai realizzata.

sabato 29 marzo 2014

Flash n. 396 del 29 marzo 2014 - Boffalora alla resa dei conti


Boffalora alla resa dei conti
 
La Boffalora (o Milano Santa Monica) è il complesso residenziale che avrebbe dovuto essere edificato sull’area che si estende tra l’Auchan (a nord), la Cassanese (a sud), via Di Vittorio (a ovest) e il comune di Pioltello. La convenzione edilizia era in scadenza a maggio 2012. E’ stata poi rinnovata in Giunta, via via, fino a fine 2013.
Nel frattempo, l’operatore Vegagest chiedeva una nuova convenzione, che prevedeva un incremento, a scapito del commerciale, della quota riservata al residenziale, senza più parlare di servizi (albergo, scuole, asili, chiesa, ecc.).
La posizione dell’amministrazione, definita durante una commissione del 15 maggio 2012 (quasi due anni fa, vedi Flash n. 354), era basata sui seguenti punti di trattativa: innanzi tutto chiudere tutti i problemi ancora in sospeso nei lotti edificati  (infiltrazioni, pompe, ecc.). E poi:

1.   Esigere servizi (scuole, negozi di vicinato, ecc.) di qualità allo stesso livello di quelli esistenti negli altri quartieri di Segrate e effettuare le realizzazioni previste (rotonda di via Morandi, passerelle ciclopedonali, ecc.) pur a fronte di costi lievitati rispetto a quelli previsti in convenzione.

2.   Abbassare le volumetrie edificatorie (-20.000 mq?)

3.   Definire delle quote di housing sociale

4.   Esigere che le opere pubbliche (strade, ecc.) siano realizzate prima del residenziale.

E due anni dopo, eccoci qui, alla commissione Territorio del 27 marzo 2014, con Lazzari, nuovo assessore al Territorio, che comunica che la società che si faceva garante della fideiussione accesa da Vegagest nei confronti del comune di Segrate per 30 milioni di euro, ha scritto che, a partire dal 15 marzo 2014, la fideiussione viene a cessare.

La fideiussione è un contratto mediante il quale un terzo (di solito una banca) si fa garante con un creditore (in questo caso il comune di Segrate) che il debitore  (Vegagest) adempia agli obblighi stipulati (l’edificazione del complesso della Boffalora). Qualora il debitore non adempia agli obblighi, come nel nostro caso, il comune può “escutere” (termine tecnico per incassare) la fideiussione, alla data ridotta a 25-27 milioni, in quanto alcuni edifici sono stati effettivamente costruiti.

Il ritiro della fideiussione è giustificato con il fatto che Vegagest non ha pagato le ultime rate sottintese alla concessione della fideiussione e che, comunque, attualmente non esiste un Piano attuativo per il progetto.

 

Che fare? L’alternativa per il comune sembra essere:

1)  Fare causa per danni alla controparte, visti i danni causati, anche se non si sa bene quando il processo si concluderà e se effettivamente i danni verranno riconosciuti. Ancora (Pd) porta l’esempio di Santa Giulia dove, a fronte delle inadempienze ampiamente illustrate sui giornali nazionali, nulla è stato riconosciuto ai residenti e agli enti interessati. Oppure:

2)  Ripartire da un nuovo Piano presentato dalla controparte, discutendolo, o meno (questo non è chiaro), sulla base dei limiti più restrittivi posti dal Pgt in vigore dal 2012 (ad esempio, 30% del terreno al costruttore e 70% al comune). Ma val la pena ripetere un’esperienza con un partner che si è dimostrato ampiamente inadempiente e che, come dice Rosa (Segrate Nostra) “ha un atteggiamento truffaldino”?

Venerdì 28 marzo è previsto un incontro tra amministrazione segratese e Vegagest. Vedremo come andrà a finire.

sabato 1 marzo 2014

Flash n. 395 del 1 marzo 2014 - Bilancio 2014


Bilancio 2014
 
Una maggioranza ricompattata (Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Indipendenti, Lega, Scelta Civica, Misto) ha approvato tutto quello che c’era da approvare giovedì 27 febbraio 2014 (dalle 14.30 alle 20) durante il Consiglio Comunale dedicato al Bilancio di Previsione 2014. Si è partiti fissando le aliquote delle tasse locali Tari, Tasi, Imu, addizionale comunale Irpef, per le quali rimandiamo al Flash n.391. Si è ripreso il discorso delle alienazioni immobiliari previste per il 2014, dopo che non si è riusciti a vendere nulla nel 2013, ma comunque messe a Bilancio 2014 per 1 milione 400mila euro (vedi Flash n.392). Qualche scintilla solo quando Grioni, l’assessore al Bilancio, trattando dell’Imu, ha parlato di “scippo”, facendo riferimento al fatto che 9 milioni di euro dovuti dai possessori dei fabbricati industriali (tipo D) vanno direttamente allo Stato. Ad Ancora (Pd), queste affermazioni “sembrano una istigazione contro lo Stato”, il quale, secondo Radaelli (Pd) “merita rispetto”. Rosa (Segrate Nostra) e Berardinucci (IdV) ricordano che comunque, alla fine, chi paga è sempre il cittadino.
 
Quando si comincia a discutere di Bilancio vero e proprio, ritorna il tema della scarsità del tempo lasciato alle minoranze per approfondire i dettagli. E che non ci sia stato tempo a sufficienza emerge anche da un paio di interventi dell’opposizione che finiscono fuori bersaglio, dimostrando un’inadeguata conoscenza delle problematiche in discussione.
 
Il Bilancio 2014 si attesta sui 45 milioni di euro, con le spese correnti a 37 milioni. Balza all’ occhio che le spese correnti sono finanziate, sì, da  entrate tributarie per 28 milioni,  ma che, in particolare, vi sia un contributo di 2 milioni provenienti da oneri di urbanizzazione. Oneri che si assestano sugli 8 milioni. Non male, viste le difficoltà attuali del comparto immobiliare. Ma Lazzari (assessore al Territorio) conferma la sua fiducia nell’arrivo, ad esempio, di tre milioni e mezzo legati all’urbanizzazione dell’area ex Lucchini Artoni (vedi Flash n. 394) e di un milione e mezzo proveniente dall’edificazione Fintecna sull’area ex Ibm davanti a San Felice. “Questo ottimismo può diventare criticità, inficiando gli equilibri di bilancio” sottolinea Ancora, mentre Rosa ricorda che: “Negli anni scorsi, gli oneri previsti inizialmente non sono MAI entrati”. I due consiglieri, contemporaneamente segnalano che sarebbe stata più opportuna un’analisi seria della spesa corrente in modo da identificare possibili aree di risparmio, sulle quali agire.
 
Mongili (Pd) va invece alle radici del problema: “E’ un bilancio povero, non nei numeri ma nelle idee. Stiamo seguendo una politica miope, che, dissipando i tesori del territorio, rimanda i problemi al futuro”. E, continua Mongili: “Il bilancio riflette un sindaco a fine corsa, che non affronta temi innovativi o fondamentali per la comunità, come le energie rinnovabili o lo sviluppo dell’area della stazione ferroviaria; o drammatici come l’imminente arrivo della Brebemi. E’ un bilancio conservativo, per garantire l’ordinaria amministrazione”.
 
Con le parole di Monti  (Insieme per Segrate) che ricorda il “Premio Attila per la Distruzione del Territorio” assegnato all’ amministrazione segratese, si va al voto. 
Il Bilancio di Previsione 2014 viene approvato con i voti (20) della maggioranza e con 8 no dell’opposizione (Pd, Insieme per Segrate, Italia dei Valori, Segrate Nostra).

Flash n. 394 del 27 febbraio 2014 - Area ex Lucchini Artoni


Area ex Lucchini Artoni
 
L’area della ex Lucchini Artoni (ora Edil Bianchi), in via Tiepolo, sarà riqualificata. Martedì 25 febbraio 2014  si è tenuta la Conferenza dei Servizi per discutere del nuovo progetto presentato dalla Edil Bianchi. Mancavano gli interlocutori principali (invitati), cioè Arpa, Asl, Regione, Provincia, ecc. Erano presenti solo il comune di Pioltello e il WWF (rappresentato da Giancarlo Sella). Dei consiglieri comunali c’era il solo Gianfranco Rosa (Segrate Nostra).
Qual è la proposta dell’Edil Bianchi? L’area è divisa in due (Nord e Sud) dal fontanile Borromeo (deviato). A Nord sono previsti 8 capannoni per stoccaggio di materiale di edilizia e un edificio direzionale a due piani. A Sud ci saranno 9 edifici commerciali per la rivendita all’ingrosso, e un ristorante. Su un totale di 41mila mq, ci saranno 7.411 mq di superficie coperta, 7.543 mq di parcheggi e 3.840 mq di drenante.
I problemi segnalati da Serra sono: la salvaguardia dei fontanili (Borromeo e Simonetta), l’eccessiva occupazione del suolo e l’impatto della Viabilità Speciale. Per Rosa è necessaria la bonifica dell’area attuale, e, comunque, “dedicare, a Segrate, nuovi spazi alla logistica sembra proprio fuori luogo”. Ma, il progetto, come ha lasciato intendere il geom. Fina (Suap) è più che altro l’esito “politico” di un accordo tra amministrazione e “Edil Bianchi” per evitare ai cittadini l’inquinamento (odori e polveri) causato dal precedente insediamento.
 
 

mercoledì 26 febbraio 2014

Flash n. 393 del 26 febbraio 2014 - Mensa scolastica


Mensa scolastica.
 
Lunedì 24 febbraio 2014, in Consiglio Comunale, era presente un nutrito numero di cittadini. C’erano i residenti di Redecesio, che chiedevano la risoluzione dei loro problemi di viabilità e c’erano le mamme delle scuole segratesi, interessate alle mense dei loro figli e guidate dalla presidente della commissione mensa Laura Orsenigo. Le mamme esponevano anche cartelli con l’articolo 31 della Costituzione Italiana, il quale afferma che: “La Repubblica agevola con risorse economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia, con particolare riguardo alle famiglie numerose”. A cosa si riferivano? Vediamo.
 
Tariffe mensa. Fino all’anno scorso, per il calcolo delle tariffe mensa per le famiglie numerose, veniva applicata la tariffa intera al fratello maggiore.  Al fratello minore (secondo) la tariffa veniva scontata del 15%, e così via: il 30% di sconto al terzo fratello e il 50% ai successivi. Da quest’anno si è deciso (come a Milano e dintorni) di invertire la successione, partendo con la tariffa intera dal fratello più piccolo. Infatti, secondo Pedroni (assessore all’Istruzione) il fratello maggiore si ferma poche volte a mensa, ma comunque fa scattare lo sconto per i minori. Così facendo, c’è un risparmio, per l’amministrazione di circa 12.000 euro, su un incasso globale di 1milione 650mila euro. A fronte di 2761 famiglie senza variazioni, ce ne saranno 94 che pagheranno di meno e 266 che pagheranno di più. Per Monti (Insieme per Segrate), che ha presentato una mozione per il ripristino del metodo iniziale: “E’ inaudito che, in un momento di crisi come l’attuale, si faccia la spending review andando a gravare sulle famiglie numerose. E per un incasso di 12.000 euro su un bilancio di 35 milioni di euro di spese correnti!!”. Monti stigmatizza anche il quasi nullo livello di informazione preventiva e la scarsa comprensibilità di quanto comunque pubblicizzato. A confermare l’elevato tasso di incomunicabilità ci pensa Pedroni, cercando di spiegare (due volte) le ragioni della modifica. Né i consiglieri, né i cittadini capiscono il suo ragionamento. Al momento del voto, ci sono incertezze anche nella maggioranza. I consiglieri del Nuovo Centro Desta chiedono una sospensione e poi, senza spiegazioni, lasciano l’aula, facendo mancare il loro potenziale sostegno a Monti. I 10 voti a favore (minoranza e Seracini (Scelta Civica)) e i 10 contro (maggioranza) fanno sì che la mozione sia respinta.
 
Via Donizetti. I residenti di Redecesio erano presenti per sentir discutere dei problemi del loro quartiere, in particolare delle via Donizetti, Trieste e Trento. Parcheggi e pista ciclabile stanno riducendo lo spazio su via Donizetti; le uscite dai box sono sempre più difficoltose; i marciapiedi sono troppo stretti per disabili e carrozzine dei bimbi. La risposta del comune parla di “gradevolezza estetica” come obiettivo delle attività in corso. Questo suscita l’ironia di Bianco (Pd), che ha presentato l’interrogazione e che invita l’amministrazione a prendere in considerazione (anche se andava fatto prima) cosa succederà al traffico locale quando si effettueranno manifestazioni sportive al Centro Don Giussani, e quando sarà pienamente operativo l’insediamento di Redecesio Est. Non si può certo sperare, come chiede l’amministrazione, nella realizzazione della, da tanti anni vaticinata e mai realizzata,  strada all’interno dell’intermodale e dell’area della ferrovia, che dovrebbe ridurre il traffico di attraversamento. Non è il momento dei sogni.

giovedì 20 febbraio 2014

Flash n. 392 del 20 febbraio 2014 - Opere Pubbliche


Opere Pubbliche
 
Martedì 18 febbraio 2014, in commissione congiunta Bilancio e Territorio, è stato presentato il Piano delle Opere Pubbliche 2014-2016. Concentriamoci sul 2014.
 
Partiamo dalle opere realizzate a spese del Comune. L’impegno maggiore (2milioni 645mila euro) è relativo alla manutenzione delle strade, con particolare attenzione alle vie Gramsci e Conte Suardi, là dove vanno a sfociare sulla Cassanese. Un’altra spesa significativa (1milione 620mila euro) è prevista per gli edifici comunali, e comprende l’ampliamento della biblioteca del Centro Civico di Redecesio e la ristrutturazione della Cascina Nuova (via degli Alpini). 800mila euro saranno dedicati ad eliminare le infiltrazioni di acqua alla scuola elementare e media di Milano 2. Alla riqualificazione del cimitero (vialetti interni e infiltrazioni) saranno dedicati 300mila euro. Slitta tristemente al 2015 (o a mai) l’edificazione della Sala per il Commiato, da tempo richiesta. Altri interventi sono previsti per il parchetto di via Vigorelli (60mila euro), per il campo bocce del centro sportivo Don Giussani (100mila) e per l’abbattimento delle barriere architettoniche (800mila).
A questi interventi non sono state assegnate priorità. Deciderà la Giunta, al momento opportuno, cosa realizzare e cosa no. Comunque, in commissione, Monti (Insieme per Segrate) si è battuta affinché si abbia un occhio di riguardo per la scuola, dove stanno crescendo i segratesi del futuro.
 
Altre opere è previsto vengano realizzate, a scomputo oneri, direttamente dai costruttori. Si tratta della variante di via Monzese (3milioni 130mila euro), attesa da anni, l’urbanizzazione dell’area della Stazione (2milioni 300mila), la nuova piazza di Redecesio (350.000), l’attrezzaggio del Centro Parco (2milioni) e la variante di via Modigliani (1 milione). Viste le cattive acque nelle quali navigano i costruttori, sarà difficile che tutti i progetti possano vedere la luce entro l’anno. In particolare, a domanda specifica: “Per la Boffalora è previsto qualcosa?”, la risposta dell’arch. Rigamonti è stata: “Stanno fallendo”.
 
Ma ritorniamo alle opere realizzate a spese del comune. Come saranno finanziate? Principalmente con gli oneri di urbanizzazione/costruzione provenienti dalla previste edificazioni. Su tutti spicca (3milioni 500mila euro) la revisione della destinazione delle aree della ex Lucchini Artoni: sono previsti capannoni di logistica/direzionale. Si parte a grande velocità: una Conferenza dei Servizi è prevista per martedì 25 febbraio (ore 10.30). Altri 1milione 500.000 euro arriveranno dal progetto TR2 (o dei Fontanili) sulle aree tra Segrate e Vimodrone. E’ prevista la partenza (1.500.000 euro) del progetto Fintecna - San Felice 2, tra San Felice e l’Idroscalo, sull’area ex Ibm. Altre entrate arriveranno dal progetto TR4 (Villaggio, per 100.000 euro), Vecchia Olghia (70.000) e Secomind (700.000). Sono previste anche espansioni industriali sull’area Marconi per 1.200.000 euro.
Sono pianificate anche delle alienazioni immobiliari. Ne avevamo già trattato l’anno scorso: appartamento di via F.lli Cervi, appartamento a Trezzo, capannoni in via Schering, negozio del Centro Commerciale di San Felice. Niente è stato venduto nel 2013, ma l’amministrazione spera di fare meglio quest’anno.
Il totale, tra oneri e dismissioni, dovrebbe ammontare a 9.560.000 euro. Cifra ambiziosa. E’ probabile che buona parte rimanga, come abbiamo sperimentato negli anni scorsi, nel (loro) cassetto dei desideri.