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Dramma Boffalora
Mercoledì 16 aprile 2014 i residenti di
Milano Santa Monica (o Boffalora) si sono riuniti in assemblea per discutere
delle problematiche del loro quartiere. La presentazione iniziale è stata
fatta da Sandro Tinelli, vera anima del comitato Boffalora. Tinelli è partito
dal caso della fideiussione scaduta
a metà marzo, e che avrebbe dovuto essere riscossa dal comune qualora
l’operatore fosse stato (come lo è stato) inadempiente nella realizzazione
del complesso immobiliare (vedi Flash n. 396). Le domande che Tinelli si pone
sono: “E’ stata fatta una denuncia all’autorità giudiziaria? Cosa sta facendo
l’amministrazione comunale?”. Ma c’è anche il tema della “visibilità e della vivibilità del
quartiere”, abitato da 120 famiglie e da ben 70 bambini, e che oggi,
sottolinea Tinelli: “E’ un’isola sperduta nel nulla”.
I problemi specifici affrontati sono stati
poi i seguenti.
Teleriscaldamento.
La centrale provvisoria (che sta diventando definitiva) del teleriscaldamento
è di proprietà dell’operatore Vegagest, mentre la rete di riscaldamento è di
proprietà della finanziaria Cofely. Questo dà al fornitore la possibilità di
agire in condizione di monopolio,
applicando tariffe che sono il doppio di quelle di mercato. Cosa succederà se
Vegagest e Cofely dovessero fallire? Perché l’amministrazione comunale non
interviene?
Parco
giochi. I 70 bambini del complesso non hanno spazi adeguati per giocare
in sicurezza, e giocano per strada. Anche qui il comune non sta facendo
nulla.
Percorsi
sicuri. Il quartiere è attualmente isolato dal resto del territorio e
sottoposto alle costrizioni causate, specie nelle ore di punta, dal traffico
di via Di Vittorio e della Cassanese. E cosa succederà quando, a breve
arriverà il traffico della Brebemi? E’ essenziale un collegamento ciclo
pedonale con il passaggio sotto il cavalcavia di Milano Oltre e con la nuova
fermata dell’autobus sulla Cassanese.
Pompe.
Per quanto riguarda il Lotto I, la mancata impermeabilizzazione del suolo
provoca l’allagamento del secondo interrato, con erosione delle fondamenta e
continue spese per pompe e relativo funzionamento. Il costo è di 150mila euro
all’anno. C’è un contenzioso legale promosso dagli abitanti che sembra abbia
buone possibilità di successo. Vedremo.
I
politici. Sindaco e assessori, anche se invitati, non si sono fatti
vedere. Durante l’assemblea hanno preso la parola alcuni rappresentanti
dell’opposizione in Consiglio Comunale. Precisamente: Ancora (Pd),
Berardinucci (IdV), Monti (Insieme per Segrate), Mongili (Pd) e anche Casadio
(FI), che si è presentato come “non
rappresentante della maggioranza”. Tante parole, che si sono dimostrate
assolutamente non in linea con le esigenze espresse dall’assemblea e con le
richieste di soluzioni. La sintesi
della situazione è stata fatta da un residente: “Non ce la facciamo più a
pagare. Il quartiere muore!”.
Mario De Gaspari (ex sindaco di Pioltello)
segnala che sta presentando una denuncia per fatti analoghi a quelli della
Boffalora che si sono verificati a Pioltello. Si augura di poter ottenere una
sentenza esemplare. “Perché non fare qualcosa di analogo anche a Segrate -
conclude De Gaspari –, dove si sono realizzate tutte le componenti possibili
del malaffare?”.
Che
fare? Tinelli conclude con tre proposte operative:
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Realizzare una festa di quartiere, anche per raccogliere fondi per un parco
giochi e una pista verso il cavalcavia sulla Cassanese.
-
Organizzare una manifestazione/corteo dalla Boffalora al Palazzo Comunale.
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Partecipare in maniera massiccia alla seduta
del Consiglio Comunale durante la
quale saranno discusse le mozioni relative alla Boffalora.
Basteranno?
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Segrate Flash ripropone le informative che Giancarlo Filipetta distribuisce su quanto succede in Consiglio Comunale a Segrate. Se volete ricevere queste informative (e altre) direttamente sul vostro PC richiedetele a "gcfilipetta@libero.it"
sabato 19 aprile 2014
Flash n. 398 del 18 aprile 2014 - Dramma Boffalora
mercoledì 2 aprile 2014
Flash n. 397 del 2 aprile 2014 - No streaming
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No streaming
Streaming.
La richiesta di trasmettere in diretta (streaming) le sedute del Consiglio
Comunale era già stata presentata da Monti (Insieme per Segrate) nel 2010 e
subito bocciata. Ci aveva riprovato Seracini (Scelta Civica) il 16 settembre
2013 (vedi Flash n. 379). Approfittando del fatto che gli Indipendenti
avevano lasciato l’aula per protestare contro l’assenza del sindaco, e che
PdL, Lega e IdV si erano astenuti, la mozione era stata approvata con i voti
della minoranza. Breve illusione. Lunedì 31 marzo 2014, in Consiglio Comunale
(sindaco assente), si scopre che per rendere efficace la decisone non basta
la maggioranza dei consiglieri presenti (come era accaduto il 16 settembre
scorso), ma occorre la maggioranza dei
consiglieri aventi diritto: quindi servono 16 voti (su 31 consiglieri).
Si riparte con la maggioranza. Donati (Lega) dichiara la sua opposizione perché: “I
cittadini si avvicinano alla politica solo attraverso un dialogo diretto con
la gente”. Meno dialettico Casella (FI): “Abbiamo votato contro la proposta
di Monti. Non vedo perché votarla se viene presentata da uno della
maggioranza [Seracini]”. Gervasoni (NCD) ricorre al suo solito discorso dove
ricorrono le parole “strumentalizzazioni” e “demagogia”.
Di diverso tenore i commenti della minoranza. Radaelli (Pd): “Cerchiamo
di creare un legame con i cittadini”. Mongili (Pd): “Abbiamo verificato che
c’è un confronto reale solo quando ci sono in aula parecchi cittadini. Quindi
lo streaming può essere uno strumento per rendere più costruttivi i dibattiti
in Consiglio Comunale”. Berardinucci (IdV): “Ci sono nuovi mezzi. Usiamoli”.
Rosa e Micheli (Segrate Nostra): “Come dice Renzi, il nostro referente è il
cittadino. C’è il nuovo vento della rivoluzione digitale che sta cambiando il
modo di fare politica, come è riflesso anche nell’agire del Movimento 5
stelle. Se non lo facciamo ora, lo faremo comunque la prossima legislatura”.
Monti: “Lo streaming può essere uno strumento di apertura verso i cittadini.
Le motivazioni della maggioranza sono facilmente confutabili”.
Chiudiamo con le parole di Seracini: “Durante il periodo
pre-elettorale delle prossime amministrative chiederò ai candidati se sono
favorevoli o meno allo streaming. Sarà imbarazzante”. Al voto, risultano a
favore la minoranza, Casadio (FI), che si dissocia dal suo partito (“Non c’è
nulla da temere”) e Seracini: 11 voti. Non bastano. Ne servono 16. Niente streaming per Segrate.
Acqua
e gas. Come atti dovuti, sono state votate all’unanimità (con la sola
astensione di Berardinucci sul Regolamento Idrico) alcune adozioni relative
ad Acqua e Gas. Per il Gas si è
trattato di scegliere Cassano d’Adda come comune capofila dei 41 comuni
facente parte del Servizio Distribuzione del Gas Naturale, e i 6 comuni del
Comitato di Monitoraggio (tra cui Segrate). Per l’Acqua, è stato votato il Regolamento del Servizio Idrico
Integrato, valido per i 133 comuni della Provincia di Milano, raggruppati
nella CAP Holding (Consorzio Acqua Potabile). E’ passata anche la scissione
dei comuni del lodigiano, che vanno a costituire il loro gruppo provinciale.
Ma le province non dovrebbero sparire?
Volontari
civici. Per valorizzare ulteriormente l’attività dei volontari locali,
già efficacemente presenti sul territorio, viene istituito l’Albo dei
Volontari Civili. L’Albo raccoglierà i cittadini dai 16 agli 80 anni che
verranno utilizzati per finalità culturali, sociali e civiche. Tutti
d’accordo sull’iniziativa, votata all’unanimità.
Monti (Insieme per Segrate) coglie l’opportunità per richiedere, ancora una
volta la Casa del Volontariato,
che favorirebbe le sinergie tra le varie associazioni e che è già stata
promessa varie volte, con la relativa sede (Lavanderie, Cascina Nuova, Comune
Vecchio, ..), ma mai realizzata.
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sabato 29 marzo 2014
Flash n. 396 del 29 marzo 2014 - Boffalora alla resa dei conti
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Boffalora alla resa dei conti
La Boffalora (o Milano Santa Monica) è il
complesso residenziale che avrebbe dovuto essere edificato sull’area che si
estende tra l’Auchan (a nord), la Cassanese (a sud), via Di Vittorio (a
ovest) e il comune di Pioltello. La convenzione edilizia era in scadenza a
maggio 2012. E’ stata poi rinnovata in Giunta, via via, fino a fine 2013.
Nel frattempo, l’operatore Vegagest chiedeva
una nuova convenzione, che prevedeva un incremento, a scapito del
commerciale, della quota riservata al residenziale, senza più parlare di
servizi (albergo, scuole, asili, chiesa, ecc.).
La posizione dell’amministrazione, definita
durante una commissione del 15 maggio
2012 (quasi due anni fa, vedi Flash n. 354), era basata sui seguenti
punti di trattativa: innanzi tutto chiudere tutti i problemi ancora in sospeso nei lotti
edificati (infiltrazioni, pompe,
ecc.). E poi:
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1. Esigere
servizi (scuole, negozi di vicinato, ecc.) di qualità allo stesso livello di
quelli esistenti negli altri quartieri di Segrate e effettuare le realizzazioni
previste (rotonda di via Morandi, passerelle ciclopedonali, ecc.) pur a fronte
di costi lievitati rispetto a quelli previsti in convenzione.
2. Abbassare
le volumetrie edificatorie (-20.000 mq?)
3. Definire
delle quote di housing sociale
4. Esigere
che le opere pubbliche (strade, ecc.) siano realizzate prima del
residenziale.
E due anni dopo, eccoci qui, alla
commissione Territorio del 27 marzo 2014, con Lazzari, nuovo assessore al
Territorio, che comunica che la società che si faceva garante della
fideiussione accesa da Vegagest nei confronti del comune di Segrate per 30 milioni di euro, ha scritto che, a
partire dal 15 marzo 2014, la fideiussione
viene a cessare.
La fideiussione è un contratto mediante il quale un terzo (di solito
una banca) si fa garante con un creditore (in questo caso il comune di Segrate)
che il debitore (Vegagest) adempia agli
obblighi stipulati (l’edificazione del complesso della Boffalora). Qualora il
debitore non adempia agli obblighi, come nel nostro caso, il comune può “escutere” (termine tecnico per
incassare) la fideiussione, alla data ridotta a 25-27 milioni, in quanto alcuni
edifici sono stati effettivamente costruiti.
Il ritiro della fideiussione è
giustificato con il fatto che Vegagest non ha pagato le ultime rate sottintese
alla concessione della fideiussione e che, comunque, attualmente non esiste un
Piano attuativo per il progetto.
Che fare? L’alternativa per il comune sembra essere:
1) Fare causa per danni alla controparte,
visti i danni causati, anche se non si sa bene quando il processo si concluderà
e se effettivamente i danni verranno riconosciuti. Ancora (Pd) porta l’esempio
di Santa Giulia dove, a fronte delle inadempienze ampiamente illustrate sui
giornali nazionali, nulla è stato riconosciuto ai residenti e agli enti
interessati. Oppure:
2) Ripartire da un nuovo Piano presentato
dalla controparte, discutendolo, o meno (questo non è chiaro), sulla base dei
limiti più restrittivi posti dal Pgt in vigore dal 2012 (ad esempio, 30% del
terreno al costruttore e 70% al comune). Ma val la pena ripetere un’esperienza
con un partner che si è dimostrato ampiamente inadempiente e che, come dice
Rosa (Segrate Nostra) “ha un atteggiamento truffaldino”?
Venerdì 28 marzo è previsto un
incontro tra amministrazione segratese e Vegagest. Vedremo come andrà a finire.
sabato 1 marzo 2014
Flash n. 395 del 1 marzo 2014 - Bilancio 2014
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Bilancio 2014
Una maggioranza ricompattata (Forza Italia,
Nuovo Centro Destra, Indipendenti, Lega, Scelta Civica, Misto) ha approvato
tutto quello che c’era da approvare giovedì 27 febbraio 2014 (dalle 14.30
alle 20) durante il Consiglio Comunale dedicato al Bilancio di Previsione 2014. Si è partiti fissando le aliquote
delle tasse locali Tari, Tasi, Imu, addizionale comunale Irpef, per le quali
rimandiamo al Flash n.391. Si è ripreso il discorso delle alienazioni
immobiliari previste per il 2014, dopo che non si è riusciti a vendere nulla
nel 2013, ma comunque messe a Bilancio 2014 per 1 milione 400mila euro (vedi
Flash n.392). Qualche scintilla solo quando Grioni, l’assessore al Bilancio,
trattando dell’Imu, ha parlato di “scippo”,
facendo riferimento al fatto che 9 milioni di euro dovuti dai possessori dei
fabbricati industriali (tipo D) vanno direttamente allo Stato. Ad Ancora
(Pd), queste affermazioni “sembrano una istigazione contro lo Stato”, il
quale, secondo Radaelli (Pd) “merita rispetto”. Rosa (Segrate Nostra) e
Berardinucci (IdV) ricordano che comunque, alla fine, chi paga è sempre il
cittadino.
Quando si comincia a discutere di Bilancio
vero e proprio, ritorna il tema della scarsità
del tempo lasciato alle minoranze per approfondire i dettagli. E che non
ci sia stato tempo a sufficienza emerge anche da un paio di interventi
dell’opposizione che finiscono fuori bersaglio, dimostrando un’inadeguata
conoscenza delle problematiche in discussione.
Il Bilancio 2014 si attesta sui 45 milioni di euro, con le spese correnti a 37 milioni. Balza
all’ occhio che le spese correnti sono finanziate, sì, da entrate tributarie per 28 milioni, ma che, in particolare, vi sia un
contributo di 2 milioni provenienti da
oneri di urbanizzazione. Oneri
che si assestano sugli 8 milioni. Non male, viste le difficoltà attuali del
comparto immobiliare. Ma Lazzari (assessore al Territorio) conferma la sua
fiducia nell’arrivo, ad esempio, di tre milioni e mezzo legati
all’urbanizzazione dell’area ex Lucchini Artoni (vedi Flash n. 394) e di un
milione e mezzo proveniente dall’edificazione Fintecna sull’area ex Ibm
davanti a San Felice. “Questo ottimismo può diventare criticità, inficiando
gli equilibri di bilancio” sottolinea Ancora, mentre Rosa ricorda che: “Negli
anni scorsi, gli oneri previsti inizialmente non sono MAI entrati”. I due
consiglieri, contemporaneamente segnalano che sarebbe stata più opportuna un’analisi seria della spesa corrente
in modo da identificare possibili aree di risparmio, sulle quali agire.
Mongili (Pd) va invece alle radici del
problema: “E’ un bilancio povero, non nei numeri ma nelle idee. Stiamo
seguendo una politica miope, che, dissipando i tesori del territorio, rimanda
i problemi al futuro”. E, continua Mongili: “Il bilancio riflette un sindaco
a fine corsa, che non affronta temi innovativi o fondamentali per la
comunità, come le energie rinnovabili o lo sviluppo dell’area della stazione
ferroviaria; o drammatici come l’imminente arrivo della Brebemi. E’ un bilancio conservativo, per garantire
l’ordinaria amministrazione”.
Con le parole di Monti (Insieme per Segrate) che ricorda il
“Premio Attila per la Distruzione del Territorio” assegnato all’
amministrazione segratese, si va al voto.
Il Bilancio
di Previsione 2014 viene approvato
con i voti (20) della maggioranza e con 8 no dell’opposizione (Pd, Insieme
per Segrate, Italia dei Valori, Segrate Nostra).
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Flash n. 394 del 27 febbraio 2014 - Area ex Lucchini Artoni
Area ex Lucchini Artoni
L’area della ex Lucchini Artoni (ora Edil
Bianchi), in via Tiepolo, sarà riqualificata.
Martedì 25 febbraio 2014 si è tenuta
la Conferenza dei Servizi per
discutere del nuovo progetto presentato dalla Edil Bianchi. Mancavano gli
interlocutori principali (invitati), cioè Arpa, Asl, Regione, Provincia, ecc.
Erano presenti solo il comune di Pioltello e il WWF (rappresentato da
Giancarlo Sella). Dei consiglieri comunali c’era il solo Gianfranco Rosa
(Segrate Nostra).
Qual è la proposta dell’Edil Bianchi? L’area
è divisa in due (Nord e Sud) dal fontanile Borromeo (deviato). A Nord sono
previsti 8 capannoni per stoccaggio
di materiale di edilizia e un edificio direzionale a due piani. A Sud ci
saranno 9 edifici commerciali per
la rivendita all’ingrosso, e un ristorante. Su un totale di 41mila mq, ci
saranno 7.411 mq di superficie coperta, 7.543 mq di parcheggi e 3.840 mq di
drenante.
I problemi segnalati da Serra sono: la
salvaguardia dei fontanili (Borromeo e Simonetta), l’eccessiva occupazione
del suolo e l’impatto della Viabilità Speciale. Per Rosa è necessaria la
bonifica dell’area attuale, e, comunque, “dedicare, a Segrate, nuovi spazi
alla logistica sembra proprio fuori luogo”. Ma, il progetto, come ha lasciato
intendere il geom. Fina (Suap) è più che altro l’esito “politico” di un accordo tra amministrazione e “Edil
Bianchi” per evitare ai cittadini l’inquinamento (odori e polveri) causato
dal precedente insediamento.
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mercoledì 26 febbraio 2014
Flash n. 393 del 26 febbraio 2014 - Mensa scolastica
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Mensa scolastica.
Lunedì 24 febbraio 2014, in Consiglio
Comunale, era presente un nutrito numero di cittadini. C’erano i residenti di
Redecesio, che chiedevano la risoluzione dei loro problemi di viabilità e
c’erano le mamme delle scuole segratesi, interessate alle mense dei loro
figli e guidate dalla presidente della commissione mensa Laura Orsenigo. Le
mamme esponevano anche cartelli con l’articolo 31 della Costituzione
Italiana, il quale afferma che: “La Repubblica agevola con risorse economiche
ed altre provvidenze la formazione della famiglia, con particolare riguardo
alle famiglie numerose”. A cosa si
riferivano? Vediamo.
Tariffe
mensa. Fino all’anno scorso, per il calcolo delle tariffe mensa per le
famiglie numerose, veniva applicata la tariffa intera al fratello maggiore. Al fratello minore (secondo) la tariffa
veniva scontata del 15%, e così via: il 30% di sconto al terzo fratello e il
50% ai successivi. Da quest’anno si è deciso (come a Milano e dintorni) di
invertire la successione, partendo con la tariffa intera dal fratello più
piccolo. Infatti, secondo Pedroni (assessore all’Istruzione) il fratello
maggiore si ferma poche volte a mensa, ma comunque fa scattare lo sconto per
i minori. Così facendo, c’è un risparmio, per l’amministrazione di circa
12.000 euro, su un incasso globale di 1milione 650mila euro. A fronte di 2761
famiglie senza variazioni, ce ne saranno 94 che pagheranno di meno e 266 che pagheranno di più. Per Monti
(Insieme per Segrate), che ha presentato una mozione per il ripristino del
metodo iniziale: “E’ inaudito che, in un momento di crisi come l’attuale, si
faccia la spending review andando a gravare
sulle famiglie numerose. E per un incasso
di 12.000 euro su un bilancio
di 35 milioni di euro di spese correnti!!”. Monti stigmatizza anche il quasi
nullo livello di informazione
preventiva e la scarsa comprensibilità di quanto comunque pubblicizzato.
A confermare l’elevato tasso di incomunicabilità ci pensa Pedroni, cercando
di spiegare (due volte) le ragioni della modifica. Né i consiglieri, né i cittadini
capiscono il suo ragionamento. Al momento del voto, ci sono incertezze anche
nella maggioranza. I consiglieri del Nuovo Centro Desta chiedono una
sospensione e poi, senza spiegazioni, lasciano l’aula, facendo mancare il
loro potenziale sostegno a Monti. I 10 voti a favore (minoranza e Seracini
(Scelta Civica)) e i 10 contro (maggioranza) fanno sì che la mozione sia respinta.
Via
Donizetti. I residenti di Redecesio erano presenti per sentir discutere
dei problemi del loro quartiere, in particolare delle via Donizetti, Trieste
e Trento. Parcheggi e pista ciclabile
stanno riducendo lo spazio su via Donizetti; le uscite dai box sono sempre più difficoltose; i marciapiedi sono troppo stretti per disabili e carrozzine dei
bimbi. La risposta del comune parla di “gradevolezza
estetica” come obiettivo delle attività in corso. Questo suscita l’ironia
di Bianco (Pd), che ha presentato l’interrogazione e che invita
l’amministrazione a prendere in considerazione (anche se andava fatto prima)
cosa succederà al traffico locale quando si effettueranno manifestazioni
sportive al Centro Don Giussani, e quando sarà pienamente operativo
l’insediamento di Redecesio Est. Non si può certo sperare, come chiede
l’amministrazione, nella realizzazione della, da tanti anni vaticinata e mai
realizzata, strada all’interno
dell’intermodale e dell’area della ferrovia, che dovrebbe ridurre il traffico
di attraversamento. Non è il momento dei sogni.
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giovedì 20 febbraio 2014
Flash n. 392 del 20 febbraio 2014 - Opere Pubbliche
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Opere Pubbliche
Martedì 18 febbraio 2014, in commissione
congiunta Bilancio e Territorio, è stato presentato il Piano delle Opere Pubbliche 2014-2016. Concentriamoci sul 2014.
Partiamo dalle opere realizzate a spese del Comune. L’impegno
maggiore (2milioni 645mila euro) è relativo alla manutenzione delle strade, con particolare attenzione alle vie
Gramsci e Conte Suardi, là dove vanno a sfociare sulla Cassanese. Un’altra
spesa significativa (1milione 620mila euro) è prevista per gli edifici comunali, e comprende l’ampliamento
della biblioteca del Centro Civico di Redecesio e la ristrutturazione della
Cascina Nuova (via degli Alpini). 800mila euro saranno dedicati ad eliminare
le infiltrazioni di acqua alla scuola elementare
e media di Milano 2. Alla riqualificazione del cimitero (vialetti interni e infiltrazioni) saranno dedicati
300mila euro. Slitta tristemente al 2015 (o a mai) l’edificazione della Sala
per il Commiato, da tempo richiesta. Altri interventi sono previsti per il
parchetto di via Vigorelli (60mila euro), per il campo bocce del centro
sportivo Don Giussani (100mila) e per l’abbattimento delle barriere
architettoniche (800mila).
A questi interventi non sono state assegnate
priorità. Deciderà la Giunta, al momento opportuno, cosa realizzare e cosa
no. Comunque, in commissione, Monti (Insieme per Segrate) si è battuta
affinché si abbia un occhio di riguardo per la scuola, dove stanno crescendo
i segratesi del futuro.
Altre opere è previsto vengano realizzate, a
scomputo oneri, direttamente dai
costruttori. Si tratta della variante
di via Monzese (3milioni 130mila euro), attesa da anni, l’urbanizzazione
dell’area della Stazione (2milioni
300mila), la nuova piazza di Redecesio (350.000), l’attrezzaggio del Centro
Parco (2milioni) e la variante di via Modigliani (1 milione). Viste le
cattive acque nelle quali navigano i costruttori, sarà difficile che tutti i
progetti possano vedere la luce entro l’anno. In particolare, a domanda
specifica: “Per la Boffalora è previsto qualcosa?”, la risposta dell’arch.
Rigamonti è stata: “Stanno fallendo”.
Ma ritorniamo alle opere realizzate a spese del comune. Come saranno
finanziate? Principalmente con gli oneri
di urbanizzazione/costruzione provenienti dalla previste edificazioni. Su
tutti spicca (3milioni 500mila euro) la revisione della destinazione delle
aree della ex Lucchini Artoni: sono
previsti capannoni di logistica/direzionale. Si parte a grande velocità: una
Conferenza dei Servizi è prevista per martedì 25 febbraio (ore 10.30). Altri
1milione 500.000 euro arriveranno dal progetto TR2 (o dei Fontanili) sulle aree tra Segrate e
Vimodrone. E’ prevista la partenza (1.500.000 euro) del progetto Fintecna - San Felice 2, tra San Felice e
l’Idroscalo, sull’area ex Ibm. Altre entrate arriveranno dal progetto TR4
(Villaggio, per 100.000 euro), Vecchia Olghia (70.000) e Secomind (700.000).
Sono previste anche espansioni industriali sull’area Marconi per 1.200.000
euro.
Sono pianificate anche delle alienazioni immobiliari. Ne avevamo
già trattato l’anno scorso: appartamento di via F.lli Cervi, appartamento a
Trezzo, capannoni in via Schering, negozio del Centro Commerciale di San
Felice. Niente è stato venduto nel 2013, ma l’amministrazione spera di fare
meglio quest’anno.
Il totale, tra oneri e dismissioni, dovrebbe
ammontare a 9.560.000 euro. Cifra ambiziosa. E’ probabile che buona parte
rimanga, come abbiamo sperimentato negli anni scorsi, nel (loro) cassetto dei
desideri.
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