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Boffalora: escutere la fideiussione.
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Giovedì 5 giugno, la discussione in
Consiglio Comunale si è accentrata sul tema Boffalora (o Milano Santa Monica).
Presenti numerosi residenti della Boffalora, la discussione si è protratta sino
a dopo la 1 di notte. Si sono contrapposte due ipotesi. Data per scontata la
richiesta di decadenza della convenzione del 2005, la mozione di Ancora (Pd) chiede l’escussione
della Fideiussione (30 milioni di euro iniziali), mentre la delibera dell’amministrazione prevede
di chiedere i danni per inadempienza
dell’operatore Vegagest. Ancora (Pd), Lazzari (assessore al Territorio) e
Mongili (Pd) (alla quale viene impedito di presentare un’ interrogazione
urgente) descrivono la storia del complesso. Si parte dalla convenzione
urbanistica del 27 luglio 2005, per passare al 25 febbraio 2011, quando, sulla
base delle direttive fornite da una commissione apposita si arriva ad un “accordo transattivo” che aveva due
obiettivi: permettere ai “promissari acquirenti” che volevano andarsene, di
risolvere il contratto, e completare le opere urbanizzative necessarie
all’utilizzo degli edifici realizzati. Vegagest versava 3.100.000 euro per tali
opere. Alla scadenza della convenzione a luglio 2012 l’opera complessiva (24
palazzi) era ben lontana dall’essere completata. Si provvedeva a dilazioni fino
a fine 2013, quando Vegagest non è stata in grado di presentare un nuovo
progetto congruente con le richieste dell’amministrazione.
A fronte delle gravi carenze dei lotti consegnati
(allagamenti, riscaldamento, servizi, dei quali abbiamo trattato nei Flash
precedenti) nasceva anche il tema delle fideiussioni:
sono ancora valide? Confidi poteva emetterle (sembra di no, stando ad una
dichiarazione della Banca d’Italia)? Ma ora, che fare? Per Ancora, dichiarata
decaduta la concessione del 2005, bisogna escutere la fideiussione. A parere di
Mongili, a termini di legge, essa può essere “utilizzata nel modo più ampio” e quindi anche per risolvere i
problemi dei lotti edificati.
La delibera dell’amministrazione rivela invece che nell’accordo transattivo
(senza che i termini siano mai stati messi a conoscenza della minoranza) è
scritto che l’amministrazione “rinuncia ad avviare l’escussione delle polizze
fideiussorie”. Non solo. Dichiara anche che “tutti gli obblighi e gli impegni
contenuti nell’accordo transattivo sono stati correttamente e puntualmente
assolti”. Frasi inaccettabili per Monti (Insieme per Segrate) che commenta: “E’
incredibile scrivere che l’accordo è stato rispettato. Mancano tutti i
servizi”. E anche per Mongili: “Una delibera così indebolisce il comune e fa un
ulteriore regalo a Vegagest”. Rosa (Segrate Nostra) sottolinea che: “La
Boffalora ha diritto agli stessi servizi di tutti gli altri quartieri. Stiamo
parlando di 462 persone e di 100 bambini in età scolare. Basta fare favori a
Vegagest”. E Ancora aggiunge: “Siamo davanti a scelte scellerate, che hanno
causato danni enormi”. Casadio (Fronte) evidenzia l’assenza, ancora una volta,
del sindaco: “Per lui va sempre tutto bene. Quando ci sono dei problemi si
assenta”. Viene messa ai voti la mozione
di Ancora (escutere la fideiussione),
che viene approvata con i voti della
minoranza (9) e l’astensione di tutti gli altri (13).
Viene poi discussa la delibera dell’amministrazione che, in
caso di accettazione annullerebbe la precedente mozione. Partono le ultime
esortazioni. Seracini (Fronte): “Andiamo incontro alle esigenze dei cittadini
ed escutiamo la fideiussione”. Radaelli: “Abbiamo a che fare con dei farabutti
peracottai (leggi Vegagest). Votiamo contro la delibera”. Micheli (Segrate
Nostra) : “Ritengo che la minoranza abbia portato degli argomenti molto validi.
Il vero sconfitto è il sindaco”. Casadio: “L’amministrazione dovrà comunque
coordinarsi con i residenti del quartiere”. Monti: “Si deve perseguire
l’escussione, e, se non avrà esito favorevole, nulla evita di seguire anche la
strada dei danni”. Bellatorre (Ncd) dichiara la sua astensione per carenza di
informazioni. Al voto si astiene anche Borlone (Ncd). Il risultato finale è 11 (Pd, SN, IxS, IdV, Fronte) contro la
delibera, e 11(maggioranza) a favore. La delibera è respinta. Tocca ora
alla minoranza la verifica continua che la decisione di questa sera
(escussione) venga resa operativa.
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