venerdì 29 aprile 2016

Flash n. 447 del 29 aprile 2016 - Variante al Pgt


Variante al Pgt

L’amministrazione Micheli ha dedicato due serate (il 26 e il 27 aprile) alla presentazione dello stato dell’arte della Variante al Pgt (Piano di Governo del Territorio). Si parte dalla constatazione che il precedente Pgt, dell’era Alessandrini, era stato annullato dal Tar essenzialmente per due ragioni. La prima era che TUTTE le aree a verde erano state considerate come edificabili. La seconda, che per le varie aree non erano state considerate alternative. La Variante prevede ora più scenari per ogni area. Una volta effettuata la scelta (adozione), si passerà alle osservazioni dei cittadini per poi arrivare al Pgt definitivo.
Si parte da due obiettivi: minimizzare il consumo di suolo e “spostare” le aree con diritto di edificabilità da contesti pregiati (come il Centro Parco) ad aree già “sfruttate” (come la ex dogana), così definite dall’assessore De Lotto, mattatore delle due serate.

Vediamo cosa prevede la Variante al momento.
3 Parchi. L’asse portante del Pgt sarà l’idea dei 3 Parchi, ovvero il corridoio ecologica costituito dal Golfo Agricolo (collegato con il Parco delle Cascine di Pioltello e il Plis (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) della Martesana), il Centro Parco e l’Idroscalo (collegato con il Parco Sud).
Golfo Agricolo. Per il Golfo Agricolo si considerano 4 scenari, che vanno dal mantenerlo agricolo all’ipotesi del Pgt precedente che, sul milione di mq di territorio prevedeva 300mila mq edificabili, per una popolazione di circa 6.000 nuovi abitanti.
Boffalora. I due  scenari della Boffalora prevedono o il vecchio piano, con 180mila mq edificabili, o una riduzione delle volumetrie del 50%.
Centro Parco. L’obiettivo per il Centro Parco è lo spostamento dei volumi edificabili (ci sono già diritti acquisiti per altri 70mila mq) verso aree meno sensibili, per renderlo usufruibile al massimo dai cittadini. C’è il problema che i diritti dell’operatore sulla cava scadono a fine 2018 e c’è pure il rischio che venga chiesto il rinnovo per altri 4 anni.
Westfield. Il Centro Polifunzionale “più grande d’Europa” arriverà sicuramente. I proprietari chiedono, oltre i 286mila mq già acquisiti, altri 100mila mq che, secondo De Lotto, sarebbe opportuno acquistassero da operatori che vantano diritti su altre aree (leggi Centro Parco). Su richiesta di Casadio, sappiamo che gli edifici saranno al massimo alti 32 metri (a causa del passaggio degli aerei). Le costruzioni non partiranno (richiesta di Quaini e Romanelli) finché non sarà avviata la Viabilità Speciale. Data di partenza ipotizzabile? Inizio 2017, assicura Micheli. Ricordiamo che nell’Accordo di Programma Westfield ci sono anche i 110mila mq di edilizia residenziale nell’area ex Ibm, davanti a San Felice.
Village. Il fondo del costruttore è in liquidazione volontaria. Quanto resta da fare sarà diviso in due lotti. Il primo (asilo, residenza pubblica, parcheggi) partirà subito. Per il secondo (terziario e negozi di vicinato) sarà necessario trovare un nuovo operatore. La fermata ferroviaria, per favorire Westfield, sarà spostata di 300 metri verso Redecesio, diventerà una vera stazione e sarà collegata alla metropolitana M4, ma in un futuro non prossimo.
Cesi. Il Cesi (via Rubattino) chiede di estendere i suoi 30mila mq di altri 18mila mq. Per De Lotto, visto che la zona è sotto le rotte aeree, la destinazione a terziario avanzato è preferibile al residenziale richiesto.
Cise. Lo spazio del Cise (“suolo già consumato”, lo definisce De Lotto) può prestarsi per spostarvi delle metrature attualmente a carico di Redecesio Est.
Via Monzese. La realizzazione della variante di via Monzese verrà decisa o meno solo a seguito di un’analisi approfondita dei volumi di traffico. Il senso unico su via Monzese (interessa a Bontempi) è già stato deciso (nord-sud) e verrà realizzato a breve.
Lucchini-Artoni. La Lucchini-Artoni (ora Bianchi) è tornata alla ribalta in una commissione del 1-4-2016. Bianchi chiede di poter costruire edifici commerciali (vendite e magazzino) per 9.700 mq. Dietro l’angolo c’è la minaccia di riprendere la produzione di bitume.

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