lunedì 7 maggio 2012

Flash n.349 del 24 aprile 2012 - Interrogazioni del 23 aprile 2012

Lucchini-Artoni. A seguito di una interrogazione di Rosa (Segrate Nostra) si ritorna a parlare della Lucchini-Artoni, ma al passato. “L’impianto è conforme ai requisiti di sicurezza?”, chiede Rosa. La risposta dell’assessore all’Ambiente Orrico è: “C’è una autorizzazione Regionale del 22-10-2001”. “E ci sono opere abusive?”, continua Rosa. E Orrico fa la storia di un permesso di costruzione non concesso già nel 1960, di una diffida a demolire del 1961, di una sanatoria concessa dal Comune nel 1962 a fronte dell’asfaltatura delle strade di Segrate, di un condono del 1986, di un’ulteriore sanatoria del 1990, della sanatoria per un nuovo impianto nel 1998, e di una autorizzazione per un’ulteriore modifica nel 2001. C’è da restare sbalorditi. Non resta più tempo per le considerazioni di Rosa, che conclude: “Possiamo almeno dire che Vigili Urbani e Ufficio Tecnico sono stati inefficienti?”.
Interrogazioni Radaelli. Seguono poi due interrogazioni di Radaelli (PD). Una sui pagamenti degli utenti per il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) e detraibili dalle tasse a fronte di adeguata documentazione: la documentazione c’è, spiega il vicesindaco Grioni, e sarà ulteriormente estesa con un riepilogo annuale. Una seconda interrogazione è sul futuro del capannone ex Opel, sulla Cassanese, di proprietà del Comune. Dopo aver mandato via la Opel, che l’aveva in affitto, adesso si cercano nuovi affittuari (!?!) o soluzioni alternative. 
Cimitero. Rosa chiede che il Comune si faccia carico della salvaguardia delle tombe di rilevanza storica e attualmente in stato di degrado nel cimitero di Segrate. Si tratta di tombe di famiglie storiche (Taveggia, Papetti, De Ponti, Bertola, ecc.) o di personaggi rilevanti (il partigiano Arcide Cristei o il sindaco Giovanni Stella). Per Ronchi, assessore ai servizi cimiteriali, le attività richieste saranno comprese nel nuovo regolamento per i servizi stessi, che si sta finalizzando. Quindi per Casella (PdL) è inutile votare a favore della mozione. Ma poi ci ripensa e con alcuni colleghi di partito vota con la minoranza. Votano contro i PdL Casadio, Lazzari, Nardio e Sirtori, mentre si astengono Trebino (PdL) e Zucconi (Lega).  La mozione è approvata.
Emendamenti di Bilancio. E’ vero, tante mozioni, magari votate all’unanimità, finiscono nel cosiddetto “cimitero delle mozioni”, da dove nessuno le ripesca. Radaelli vuole sapere che fine hanno fatto alcune variazioni richieste in fase di approvazione del Bilancio 2012. Tutto bene. Per i 50.000 euro stanziati a favore delle famiglie in difficoltà nel pagare il mutuo per la prima casa, si sta approntando il Regolamento, già discusso e modificato in commissione. Analogamente per le sovvenzioni per studenti universitari meritevoli si provvederà per il nuovo anno universitario. Procedono bene anche le richieste dell’Udc. Per fornire informazioni agli anziani ci sono già i servizi sociali; e quando sarà disponibile il comune vecchio ristrutturato (fine anno), verrà aperto anche un Info Point. Per il sostegno al disagio scolastico nelle strutture private, si è già provveduto per la Causa Pia D’Adda, mentre dalla materna Santa Rita non sono pervenute richieste. Il Bonus Bebè (500 euro da spendere nelle farmacie comunali per ogni nuovo nato) è già operativo e viene attivato dalle segnalazioni dell’Ufficio Anagrafe. Ma vale la pena fare questo tipo di interrogazioni/mozioni, quando si è gia verificato in commissione che quanto richiesto è stato realizzato? Per Nardio (PdL) e Viganò (Lega), no. La maggioranza (14) vota quindi contro la mozione, che, con l’astensione di Antona (Udc), viene bocciata.
Fondi ai Gruppi Consiliari. La discussione si accende anche sull’assegnazione di Fondi ai gruppi consiliari. Sono 5.000 euro all’anno: 350 per ogni gruppo, e (fatti i conti) altri 60 per ogni consigliere. Per ragioni diverse, votano contro Seracini-Fli (“Sono troppo pochi”) e l’IdV di Ciapini e Berardinucci (“Siamo contro ogni forma di finanziamento dei partiti”). Tutti gli altri presenti (21) votano a favore. Delibera approvata.

Flash n.348 del 20 aprile 2012 - Commissione Territorio del 18 aprile 2012

La commissione Territorio si è riunita mercoledì 18 aprile 2012 per analizzare alcune situazioni critiche.

Il punto sulla Boffalora. La convenzione per il quartiere Milano Santa Monica (ex Boffalora) è in scadenza, e si è ben lontani dall’aver completato i piani. Prima di trattarne il rinnovo, a detta dell’assessore al Territorio Zanoli, si aspetta che le problematiche ancora in essere arrivino a conclusione. Parliamo del fatto che i box del secondo seminterrato sono sempre allagati e che, di conseguenza, le pompe debbano essere quasi sempre in funzione, con i relativi costi di energia, attualmente a carico degli inquilini. Gli stessi inquilini, informa Margherita Napoletano, ivi residente, hanno richiesto una perizia per valutare il costo dello spostamento dal secondo seminterrato di ascensori, contatori e box, e i costi di consolidamento eventualmente resi necessari dalla presenza dell’acqua stagnante. Una volta risolti i problemi, l’amministrazione presenterà in commissione una bozza di nuova convenzione, nella quale si dovrà tenere conto, dice Zanoli, anche delle esigenze imprenditoriali della controparte Vegagest.

Osservatorio 75%. In fase di approvazione del PGT (Piano di Governo del Territorio) il PD aveva presentato un Ordine del Giorno nel quale si chiedeva l’istituzione di un osservatorio che analizzasse lo stato di avanzamento dei piani attuativi fino ad allora approvati. Solo al raggiungimento del 75% di realizzato, si sarebbe potuto procedere con i nuovi piani. In realtà, spiegano Zanoli e l’architetto Rigamonti, all’interno della Vas (Valutazione Ambientale Strategica) che correda il PGT è già previsto un osservatorio, che riguarda però solo l’aspetto ambientale (stato del verde pubblico, preverdissement, ecc.). Per quanto riguarda la parte edificabile, un eventuale osservatorio dovrebbe partire dal presupposto che un Piano di intervento è dato per realizzato alla firma della concessione. Per capirci, il piano della Boffalora, secondo questa regola, è realizzato al 100%. E allo stato attuale a Segrate, secondo i conti dell’amministrazione, siamo all’89% del pianificato. Si può quindi tranquillamente partire a realizzare quanto previsto nel nuovo PGT. Naturalmente il PD non ci sta, e presenterà le sue nuove proposte/considerazioni.

Preverdissement. I proprietari delle aree di trasformazione inserite nel PGT, se vogliono costruire, dovranno piantumare i loro terreni entro i 6 mesi successivi alla pubblicazione del PGT sul Burl (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia). Dovranno piantare 300 alberi, del diametro di 12-14 centimetri, per ettaro. La pubblicazione sul Burl avverrà solo tra un paio di mesi. Ma sarebbe catastrofico piantumare nei mesi di luglio e agosto, in piena calura. L’amministrazione sta quindi pensando a qualche escamotage per far slittare l’inizio dei 6 mesi, in modo da rendere disponibili sia l’autunno 2012 che la primavera 2013. Vedremo.

Edilizia Convenzionata. A che punto è l’edilizia convenzionata? A Santa Monica (prezzo di partenza 1.810 euro/mq, ed effettivi sui 2.300-2.400 euro/mq), nel lotto I, sono stati venduti 96 appartamenti, e altri 5 sono ancora liberi. Nel lotto II per 24 appartamenti è stato firmato il preliminare, mentre altri 12 sono ancora liberi. A Redecesio Est (2.150 euro/mq di partenza) sono stati venduti 20 appartamenti su 80. Al quartiere Stazione (2.190 euro/mq) la costruzione degli appartamenti in edilizia convenzionata non è neppure iniziata. Alla Vecchio Olghia (2.263 euro/mq) sono stati venduti i 4 appartamenti del primo palazzo edificato. Per quanto riguarda le richieste, ne erano pervenute 915 col primo bando. Ne sono poi arrivate 25 nel 2010, 41 nel 2011 e 22 fino al 31 marzo 2012.

Flash n.347 del 16 aprile 2012 - L.A. NO al mega capannone

Lunedì 16 aprile 2012 si è tenuta la Conferenza dei Servizi relativa alla richiesta della Lucchini-Artoni del permesso di costruire un mega capannone (100 metri di lunghezza, 36 di larghezza e 23 di altezza) che racchiudesse le sue attività produttive. La buona notizia è che la richiesta è stata “rigettata” dal Comune. La cattiva notizia è che la Lucchini-Artoni continuerà nella produzione del bitume, che tanti fastidi sta recando ai cittadini di Segrate. Ma andiamo con ordine.

All’apertura della Conferenza dei Servizi (ore 10.30) erano presenti una cinquantina di cittadini, organizzati dal comitato “Cittadini non sudditi”, che, come per le precedenti convocazioni, ritenevano di poter assistere alla Conferenza. Niente da fare. Sono stati lasciati fuori dalla sala dove si teneva l’incontro. L’amministrazione, probabilmente, ha paura delle reazioni del pubblico alle “sciocchezze” che ogni tanto vengono dette. Mancavano inoltre quasi tutte le associazioni invitate: Asl, Arpa, Provincia, Regione, Comuni di Milano, Pioltello e Peschiera, Vigili del Fuoco, e così via.
Era presente solo il Wwf (con Giancarlo Sella) che ha presentato le ragioni del NO dell’associazione al nuovo capannone: 1). La Lucchini-Artoni è un’azienda classificata “insalubre di Prima  classe”, e andrebbe collocata lontano dai centri abitati; 2). Usl e Inail dichiarano che la produzione di bitume genera emissioni di tipo canceroso; 3). esistono dei vincoli monumentali per le canalizzazioni in pietra dei fontanili Borromeo e Simonetta, toccati dall’eventuale edificazione; 4). esiste un vincolo creato dal Pgt, che prevede che su quelle aree il passaggio della Viabilità Speciale; e così via.
I Vigili del Fuoco hanno inviato un fax, spiegando che sono ancora in attesa di alcune delle certificazioni richieste.
La Provincia di Milano, con una lettera, afferma che “la decisione non rientra nella loro competenza”.
Per il comune di Segrate, l’architetto Rigamonti dichiara che: “essendo in corso un procedimento per abuso edilizio [edificazioni su terreno agricolo], non si può tecnicamente procedere con la variante richiesta. L’amministrazione decide quindi di revocare il procedimento relativo”. Anche se, conclude Rigamonti: “L’amministrazione potrebbe fare la scelta politica di ripristinare il procedimento”.
Lapidaria la replica del tecnico della Lucchini-Artoni: “La Lucchini-Artoni continuerà ad essere quello che è stata dal 1958. Non ci sono migliorie da fare, perché siamo già nei limiti di legge”. E il presidente, Vincenzo Bianchi, subito dopo, chiarisce: “Con l’estate riprenderemo a produrre bitume”. In pratica una promessa che è, al contempo, una minaccia per i cittadini abitanti nei pressi dell’azienda.

A seguito di domande specifiche di Monti (Insieme per Segrate), Radaelli (Pd) e Berardinucci (IdV), emerge la possibilità di una soluzione alternativa. La Lucchini-Artoni potrebbe andarsene lontano da Segrate, qualora l’amministrazione comunale concedesse la conversione della destinazione dell’area, che oggi è agricola, a industriale o edificatoria. Un progetto per tre palazzine, campi da tennis e piscina era già stato presentato dalla proprietà. Per Bianchi: “Siamo disposti ad aprire un tavolo su questi progetti. Anche se, - ci tiene a sottolineare – visto che è stato perso un anno e mezzo per non approdare a nulla, adesso spetta al Comune fare la prima mossa”.

giovedì 12 aprile 2012

Flash n.346 del 4 aprile 2012: Lucchini-Artoni: una presa in giro

Un passo avanti e due indietro. Stiamo parlando della Lucchini-Artoni. Il passo avanti era costituito dall’Ordinanza del comune di Segrate del 21 marzo 2012, che “Ordina la cessazione immediata dell’attività di produzione e confezionamento del conglomerato bituminoso”. Ordinanza che era pervenuta nelle mani dell’azienda solo lunedì 26 marzo. Ma leggiamo le motivazioni. “Posto che nell’esercizio della predetta attività produttiva deriva l’immissione di gas, vapori e fumi ed esalazioni maleodoranti o, comunque, sgradevoli che superano in modo considerevole la normale tollerabilità, in quanto immissioni idonee a creare disagio, fastidio e disturbo e a turbare il modo di vivere quotidiano e, altresì, atte a ingenerare preoccupazioni, allarmi generalizzati circa eventuali danni alla salute”. ”Preso atto che le manifestazioni del disagio subito si sono concretizzate anche mediante la creazione di comitati spontanei e, comunque, organizzati”. “Preso atto, altresì, del rilievo che la stampa locale e anche nazionale ha dato alla protesta di cui sopra nonché alle recenti vicende giudiziarie che, anche se non strettamente connesse alle predette emissioni, si rilevano atte a originare nell’immaginario collettivo scenari assai più gravi e compromettenti di quelli sino ad ora provati e conclamati, generando un preoccupante allarme sociale”. E così via. Quindi l’Ordinanza non presentava fatti numerici e oggettivi, ma solo sensazioni (“disagi, fastidio e disturbi”). Fatto segnalato sia da Micheli (Segrate Nostra) nelle nostre “Varie” di domenica 1 aprile, sia da Radaelli (PD) durante la commissione Ambiente convocata urgentemente per martedì 3 aprile. Facile quindi prevedere un ricorso al Tar da parte della Lucchini-Artoni. Ricorso che è puntualmente pervenuto anche all’Ufficio Legale del comune lo stesso martedì 3 aprile, e che richiedeva una risposta immediata sul merito della questione. E, più veloce della luce, è arrivato anche un primo responso del Tar, che notifica la sospensione dell’ordinanza di chiusura della Lucchini-Artoni fino alla Camera di Consiglio dell’8 maggio 2012. Ci aspettano nuovi fumi. Comunque, secondo il comandante Giona (Polizia Locale), il ricorso ha buone probabilità di essere accolto in via definitiva, visto che l’Ordinanza si basa, appunto, solo su aspetti qualitativi e non quantitativi. E, sempre secondo Giona,: “C’è anche la possibilità dell’oblazione per estinguere il reato”. 
Altre informazioni fornite dai tecnici del Comune, sono relative al fatto che i limiti degli inquinanti, rilevati al camino di emissione, non sono superati, mentre per gli odori, non ci sono soglie predefinite. Anche se sulla tossicità delle emissioni, secondo Monti (Insieme per Segrate), varrebbe la pena di fare ulteriori indagini su nuovi componenti.

Cattive notizie anche per quanto riguarda il mega capannone (100 metri di lunghezza per 36 di larghezza e 23 di altezza) richiesto dalla Lucchini-Artoni, per accogliere tutte le sue attività. Ci eravamo lasciati con l’affermazione di Zanoli, assessore al Territorio (vedi Flash n. 344): “L’ampliamento è sospeso”, che faceva seguito a quella di Orrico (Ambiente): “L’ampliamento è scartato” (vedi Flash n. 343). Ora, secondo l’architetto Rigamonti del comune: “L’azione di revoca non è ancora stata conclusa. La pratica è passata attraverso la Conferenza dei Servizi, e quindi non sarà neppure di competenza del Consiglio Comunale”. Resta un’ultima speranza, come ribadisce ancora una volta Rosa (Segrate Nostra): “Stanno costruendo e creando cumuli di scorie su di un terreno agricolo. Bisogna puntare su questa anomalia urbanistica e togliere alla Lucchini-Artoni la facoltà di procedere oltre”. L’anomalia era già stata oggetto di Ordinanze, disattese, dal 1996.
Speriamo che questa volta le cose vadano meglio.

giovedì 15 marzo 2012

Flash n.345 del 15 marzo 2012 Interrogazioni del 12-3-2012

Interrogazioni del 12 marzo 2012.

Caserma della Polizia Locale. Nella caserma della Polizia Locale (inaugurata due anni fa) sono stati installati dei pannelli fotovoltaici, costati 70.000 euro, che sono in funzione dal novembre 2011, ma che non riescono a soddisfare tutte le esigenze della struttura. Nella caserma è stato predisposto anche un poligono di tiro, il quale, a seguito delle infiltrazioni di acqua e dato che il collaudo non è ancora stato eseguito, non è ancora operativo. Tutto questo lo abbiamo saputo a seguito di una interrogazione della consigliera Carrieri (PD), la quale lamenta, appunto, ritardi e sprechi.

Tracciati radar. Finalmente, dopo molte richieste, Seracini (Fli) ha ricevuto i tracciati radar delle rotte verso sud degli aerei in decollo da Linate. Sono difficili da leggere e non hanno una sola riga di spiegazioni. C’è solo la verifica che molti (troppi) aerei passano sopra San Felice (e non dovrebbero).

Segreen Business Park. Le volumetrie dei nuovi edifici (79.750 metri cubi per 26.600 metri quadrati di superficie lorda di pavimento) sono uguali a quelli dei preesistenti edifici della 3M. La relativa interrogazione di Seracini evidenzia anche che il materiale da demolizione è ancora in loco, nonostante l’amministrazione abbia assicurato che sarebbero stati rimossi una prima volta entro gennaio 2011, una seconda volta entro aprile 2011, una terza volta entro fine lavori, e ora promette entro giugno 2012. Staremo a vedere. Ci aspettiamo una nuova interrogazione di Seracini tra qualche mese.

Biglietti del passante. Sappiamo che alla fermata (non stazione) del passante ferroviario a Segrate non ci sono né rivendite, né emettitrici automatiche di biglietti. “Dove si possono comperare questi benedetti biglietti?”, chiede Radaelli (PD). La risposta è: presso il S@C del comune, dal tabaccaio di via Cellini, all’edicola di via Morandi-Cristei e sulla prima carrozza dei treni in transito. A breve saranno disponibili anche presso l’edicola di San Felice.

Militari a Segrate. Berardinucci (IdV) chiede informazioni sulle pattuglie di militari impiegati per la sorveglianza a Redecesio, Lavanderie e, ultimamente, anche a Segrate Centro. Sono arrivati a seguito di una decisione del Prefetto, fanno vigilanza passiva (cioè non intervengono direttamente, ma fanno segnalazioni alle autorità competenti) e sono presenti dalle 7 alle 20. C’è un piano per estenderne la presenza sia in termini di orario (notturno), sia in termini di quartieri presidiati.

Amianto. Segrate Nostra chiede una mappatura della presenza di amianto in edifici pubblici e privati, per poi procedere al risanamento. “E’ una responsabilità di Asl e Arpa – risponde l’assessore Orrico (Ambiente) – e il comune fornisce solo la sua collaborazione”.

Linea 924. Ferrante (PD) ritira la sua mozione, che chiede la variazione del percorso attuale della linea 924. Andando verso Milano, dovrebbe transitare per via Cellini, via Cristei, via Morandi, via Modigliani, in modo da poter essere più facilmente utilizzabile dagli abitanti della zona. Il nuovo tracciato era già stato approvato in commissione Viabilità, e ora si aspetta il responso dei tecnici.

Flash n. 344 del 14 marzo 2012 Ancora Lucchini-Artoni

Ancora sulla Lucchini-Artoni


In apertura del Consiglio Comunale di lunedì 12 marzo 2012, il consigliere Claudio Zardus comunica la sua decisione di lasciare il PdL per confluire nel Gruppo Misto. Zardus lascia in quanto non condivide le scelte del partito a livello nazionale. Conferma comunque il suo appoggio al sindaco Alessandrini.
Dopo i casi Seracini (passato da PdL a Fli), e Mombelli (da Lega a Gruppo Misto), questa è la terza defezione nei due partiti della maggioranza.

Lucchini-Artoni. Viene ripreso il tema della Lucchini-Artoni, che abbiamo già trattato nel Flash precedente. Si parte dalla discussione dell’Ordine del Giorno (OdG) sottoscritto da PdL, Lega e Udc, e che finisce per mettere in secondo piano altre interrogazioni e OdG sullo stesso tema presentate da IdV, PD, Insieme per Segrate e Segrate Nostra.
L’OdG della maggioranza chiede di “inibire la ripresa delle attività di produzione e confezionamento bitume, con i conseguenti forti disagi per la cittadinanza, e di agire nelle sedi più opportune per la tutela prioritariamente della cittadinanza e della stessa amministrazione anche in caso di eventuali procedimenti penali”. E’ scritto in maniera abbastanza contorta, ma si capisce cosa vuole dire.
L’OdG viene approvato all’unanimità, anche se per Carrieri (PD): “E’ un OdG insipido”, e per Radaelli (PD): “Stiamo solo facendo un po’ di polverone”. L’assessore Zanoli (Territorio) conferma comunque che la richiesta, da parte della Lucchini-Artoni, del mega capannone è stata sospesa e che, a breve, verrà emessa “un’ordinanza per la chiusura delle attività di produzione bitume”.
Rispetto alle precedenti prese di posizione dell’amministrazione, “E’ una conversione radicale”, commenta Micheli (Segrate Nostra). In parole povere,”Tutti cercano di ricrearsi una verginità, ma se siamo qui a parlarne è solo grazie alla magistratura”, dice Ciapini (IdV), mentre per Rosa (Segrate Nostra): “E’ ancora un’arrampicata sui vetri da parte della maggioranza”. Berardinucci (IdV) si ripromette comunque di seguire con attenzione l’evolversi degli eventi. Monti (Insieme per Segrate) sottolinea come si sia arrivati, così in ritardo, a questa decisione solo perché l’amministrazione non ha voluto prendere coscienza delle proteste dei cittadini e di quanto scritto, nero su bianco, già l’anno scorso sia dall’Arpa, sia dagli organi provinciali preposti. “Bisognava dare credito ai cittadini – continua Monti – e non definire “provocatori” i loro portavoce”. Ad ogni modo, come afferma Radaelli: “Se il sindaco prenderà decisioni coraggiose, noi lo sosterremo”.
Anche se restano altre problematiche da risolvere: il possibile inquinamento della falda acquifera, causato dal materiale rimasto in deposito per anni sui terreni della Lucchini-Artoni (evidenziato da Antona-Udc), e l’occupazione di terreni agricoli a fini industriali (sottolineata da Rosa – Segrate Nostra).

Nel prossimo Flash tratteremo delle interrogazioni della serata.
 

Flash n. 343 del 2 marzo 2102 Lucchini-Artoni

Lucchini-Artoni: quale futuro?

La Lucchini-Artoni è un’azienda che produce cemento e bitume, è localizzata in via Tiepolo (Segrate Centro) e opera sul territorio dal 1958. Da anni è oggetto di contestazioni, in quanto produce anche polveri, rumori e puzze varie. Per contrastare questi disagi è stato costituito il comitato “Cittadini, non sudditi”. L’azienda, nel 2011, ha richiesto la costruzione di un mega capannone di 36 metri di larghezza, 100 di lunghezza e 23 di altezza, che contenesse tutte le attività ed eliminasse tutti i disagi. (Un’analoga richiesta era stata fatta nel 2001, ma era stata bocciata dall’amministrazione Colle). Molte le contestazioni al nuovo progetto, sia durante la Conferenza dei Servizi del 6 giugno 2011, sia durante il Consiglio Comunale del 10 ottobre 2011. Le istituzioni (Arpa, Provincia, Wwf, ecc.) contestavano le varie e gravi inadempienze della Lucchini-Artoni (inquinamento atmosferico, pratiche non segnalate e mai autorizzate, ecc.), mentre i consiglieri comunali di minoranza ne chiedevano la delocalizzazione: richiesta bocciata da PdL e Lega.
La scorsa settimana, è scoppiata, sui giornali nazionali e locali,  la bomba dei rifiuti speciali trasportati, senza autorizzazione, dalla Lucchini-Artoni nell’area della ex dogana, e del contemporaneo sequestro di un’area di 15.000 metri quadrati, utilizzata come deposito di rifiuti all’interno dell’azienda. E il sindaco Alessandrini, in una intervista al settimanale inFolio dichiarava: “Sulla scia di quanto accaduto, farò il possibile per non fare riaprire la ditta. Inoltre vedo la delocalizzazione come unica possibilità”. Un bel voltafaccia rispetto alla bocciatura dell’analoga mozione delle minoranze del 10 ottobre 2011!
Durante la commissione Ambiente e Attività produttive del 5 marzo 2012, richiesta urgentemente dal PD per avere informazioni su quanto sta succedendo, le posizioni sono state meno drastiche. Orrico, assessore all’Ambiente, è partito dal fatto che l’Arpa ha confermato che il mega capannone, per quanto sigillato, non sarebbe in grado di impedire la fuoriuscita delle puzze. Quindi, afferma Orrico,:”L’ampliamento è scartato”. Ma, “Mentre i rumori sono tecnicamente rilevabili – continua Orrico – lo stesso non si può dire per gli odori, che sono un fatto soggettivo”. Quindi, conclude Orrico: “Anche noi stiamo pensando cosa fare. Vedremo”. La minoranza non ci sta. “Gli scarichi illeciti ci sono stati – sottolinea Radaelli (PD) – e occorre fare qualcosa, sicuramente prima dell’estate, per salvaguardare la salute dei cittadini. E ci sono i 4 milioni e 100mila euro di oneri di urbanizzazione [il 10% del bilancio comunale, approvato un mese fa!] previsti a fronte della costruzione del mega capannone, che verranno a mancare”. Viene segnalato anche il potenziale inquinamento della falda acquifera da parte del materiale di recupero stoccato: Micheli (Segrate Nostra): “Avete pensato a fare dei carotaggi sull’area sequestrata?”; Antona (UDC): “Fate fare le rilevazioni dagli istituti che hanno gli strumenti adeguati”.  Berardinucci (IdV) sottolinea il pericolo di infiltrazioni mafiose: la Direzione investigativa antimafia di Milano rilevava infatti che la Lucchini-Artoni si serviva di 22 imprese esterne di trasporto terra, di cui 17 “legate” ad esponenti mafiosi; la Prefettura, di conseguenza, ritirava il certificato antimafia alla Lucchini-Artoni, la quale ha comunque presentato ricorso.
Le conclusioni di Orrico sono di stampo retorico e del tipo che abbiamo già sentito fin troppe volte: “Saranno messe in atto tutte le azioni per eliminare i disagi dei cittadini”. E alle osservazioni e alle raccomandazioni puntuali di Sella (Wwf) a Vanoli (Cittadini, non sudditi), risponde: “Non accettiamo suggerimenti”. Neanche dalla Procura?