Lucchini-Artoni: quale futuro?
La Lucchini-Artoni è un’azienda che produce cemento e bitume, è localizzata in via Tiepolo (Segrate Centro) e opera sul territorio dal 1958. Da anni è oggetto di contestazioni, in quanto produce anche polveri, rumori e puzze varie. Per contrastare questi disagi è stato costituito il comitato “Cittadini, non sudditi”. L’azienda, nel 2011, ha richiesto la costruzione di un mega capannone di 36 metri di larghezza, 100 di lunghezza e 23 di altezza, che contenesse tutte le attività ed eliminasse tutti i disagi. (Un’analoga richiesta era stata fatta nel 2001, ma era stata bocciata dall’amministrazione Colle). Molte le contestazioni al nuovo progetto, sia durante la Conferenza dei Servizi del 6 giugno 2011, sia durante il Consiglio Comunale del 10 ottobre 2011. Le istituzioni (Arpa, Provincia, Wwf, ecc.) contestavano le varie e gravi inadempienze della Lucchini-Artoni (inquinamento atmosferico, pratiche non segnalate e mai autorizzate, ecc.), mentre i consiglieri comunali di minoranza ne chiedevano la delocalizzazione: richiesta bocciata da PdL e Lega.
La scorsa settimana, è scoppiata, sui giornali nazionali e locali, la bomba dei rifiuti speciali trasportati, senza autorizzazione, dalla Lucchini-Artoni nell’area della ex dogana, e del contemporaneo sequestro di un’area di 15.000 metri quadrati, utilizzata come deposito di rifiuti all’interno dell’azienda. E il sindaco Alessandrini, in una intervista al settimanale inFolio dichiarava: “Sulla scia di quanto accaduto, farò il possibile per non fare riaprire la ditta. Inoltre vedo la delocalizzazione come unica possibilità”. Un bel voltafaccia rispetto alla bocciatura dell’analoga mozione delle minoranze del 10 ottobre 2011!
Durante la commissione Ambiente e Attività produttive del 5 marzo 2012, richiesta urgentemente dal PD per avere informazioni su quanto sta succedendo, le posizioni sono state meno drastiche. Orrico, assessore all’Ambiente, è partito dal fatto che l’Arpa ha confermato che il mega capannone, per quanto sigillato, non sarebbe in grado di impedire la fuoriuscita delle puzze. Quindi, afferma Orrico,:”L’ampliamento è scartato”. Ma, “Mentre i rumori sono tecnicamente rilevabili – continua Orrico – lo stesso non si può dire per gli odori, che sono un fatto soggettivo”. Quindi, conclude Orrico: “Anche noi stiamo pensando cosa fare. Vedremo”. La minoranza non ci sta. “Gli scarichi illeciti ci sono stati – sottolinea Radaelli (PD) – e occorre fare qualcosa, sicuramente prima dell’estate, per salvaguardare la salute dei cittadini. E ci sono i 4 milioni e 100mila euro di oneri di urbanizzazione [il 10% del bilancio comunale, approvato un mese fa!] previsti a fronte della costruzione del mega capannone, che verranno a mancare”. Viene segnalato anche il potenziale inquinamento della falda acquifera da parte del materiale di recupero stoccato: Micheli (Segrate Nostra): “Avete pensato a fare dei carotaggi sull’area sequestrata?”; Antona (UDC): “Fate fare le rilevazioni dagli istituti che hanno gli strumenti adeguati”. Berardinucci (IdV) sottolinea il pericolo di infiltrazioni mafiose: la Direzione investigativa antimafia di Milano rilevava infatti che la Lucchini-Artoni si serviva di 22 imprese esterne di trasporto terra, di cui 17 “legate” ad esponenti mafiosi; la Prefettura, di conseguenza, ritirava il certificato antimafia alla Lucchini-Artoni, la quale ha comunque presentato ricorso.
Le conclusioni di Orrico sono di stampo retorico e del tipo che abbiamo già sentito fin troppe volte: “Saranno messe in atto tutte le azioni per eliminare i disagi dei cittadini”. E alle osservazioni e alle raccomandazioni puntuali di Sella (Wwf) a Vanoli (Cittadini, non sudditi), risponde: “Non accettiamo suggerimenti”. Neanche dalla Procura?
Nessun commento:
Posta un commento