giovedì 15 marzo 2012

Flash n, 340 del 8 febbraio 2012 Le parole del Pgt

Le parole del PGT (Piano di Governo del Territorio).

Aree di Trasformazione. Col PGT viene offerta a tutti i possessori di aree agricole (“ma proprio a tutti”, come ci tiene a sottolineare l’assessore al Territorio Zanoli) la possibilità di trasformare i loro terreni in edificabili. Tali aree vengono definite come “aree di trasformazione”. Il proprietario può costruire sul 30% del suo territorio una volumetria pari ai metri quadrati di tale 30%. Quindi se costruirà case di tre piani, occuperà il !0% del terreno. E il restante 20% servirà a strade, parcheggi e verde di proprietà. Il rimanente 70% del totale va al comune: il 50% dovrà restare a verde e il rimanente 20% servirà per i servizi (strade, scuole, ecc.). Naturalmente questa possibilità ha scatenato i proprietari di terreni, che cercheranno di vendere al miglior offerente il certificato di edificabilità ottenuto.

Corridoi ecologici. Sono costituiti dalle aree verdi collegate tra di loro, anche se situate su comuni differenti. Secondo l’amministrazione, non rientrano negli obiettivi del PGT, che è un prodotto tipicamente locale e non sovracomunale.

Housing sociale. Sono pervenute parecchie osservazioni sull’housing sociale, cioè sull’edilizia rivolta alle fasce sociali più deboli. Il tema sarà inserito nel PGT, “rinviando le valutazioni quantitative all’epoca della pianificazione attuativa dove si potranno valutare i fabbisogni contingenti”. Quindi, niente quote predefinite, né massime , né minime.

Preverdissement. I proprietari delle “aree di trasformazione”, se vogliono costruire, dovranno piantumare i loro terreni entro i sei mesi successivi all’entrata in vigore del PGT. Dovranno piantare 300 alberi, del diametro di 12-14 centimetri, per ogni ettaro. Non sono ammessi i pioppi, in quanto causano allergie primaverili.

PUT (Piano Urbano del Traffico). Legambiente chiede che il PUT sia sviluppato con il PGT. L’amministrazione dice che sta già pensando a realizzazioni importanti, come la Viabilità Speciale, la parallela di via Morandi o la tangenzialina di via Monzese. Al resto si penserà, quando si edificherà, con il costruttore. Alla faccia della pianificazione.

Salviamo il Golfo Agricolo. Alcuni dei nostri amici hanno scritto delle osservazioni a titolo personale per salvaguardare il Golfo Agricolo. Gabriele Caiati: “Le aree verdi contribuiscono alla sostenibilità dell’ecosistema, ma consentono anche agli abitanti delle città di venire a contatto con la natura aumentando il loro benessere psicofisico”. Mario Capelli: “Signor sindaco, perché non vuole conservare “l’ultimo verde rimasto?””. Edda Gilardoni: “Perdere una risorsa insostituibile di verde, quiete e aria pulita sarebbe un vero peccato mortale”. Renato Rossi: “Tutti possiamo ammirare sul nostro territorio questo valore aggiunto che dà un carattere agreste alla città di Segrate e che ne valorizza il territorio”. Carla Zanardi: “Espongo la mia più viva disapprovazione”.
Ma la risposta dell’amministrazione è simile per tutti: “L’osservazione non può essere accolta. Si pone in completa antitesi rispetto alle articolate argomentazioni espresse nel Documento di Piano e che stanno alla base del PGT adottato. Tra queste scelte quella fondamentale è la volontà di porre in essere uno strumento di pianificazione generale in grado di dominare le forti trasformazioni in atto sul versante est dell’area metropolitana milanese per garantire uno sviluppo “a misura d’uomo”, secondo gli schemi urbanistici esemplari rappresentati dai quartieri Milano2 e San Felice, così come attualizzati nel modello Centroparco”.

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