Il Bilancio va di corsa.
Il Bilancio di quest’anno si presenta particolarmente complicato a seguito delle variazioni introdotte dal Governo Monti. Se n’è discusso in commissione Bilancio lunedì 23 gennaio 2012. Ma quali sono queste variazioni? Vediamole.
Viene re-introdotta l’Ici (con il nome di IMU – Imposta Municipale Unica) sulla prima casa, che era stata completamente eliminata dal governo Berlusconi. Le rendite catastali, sulle quali calcolarla, vengono rivalutate del +60%. I proventi dell’Ici prima casa vanno totalmente al comune. Quelli per gli altri edifici vanno (fino al 7,6 per mille) al 50% al governo centrale. Vengono eliminati i consigli tributari locali, dopo che erano stati approvati a Segrate il 28 novembre 2011. Viene così dato un colpo significativo, sottolinea l’assessore al Bilancio Tagliaferri, al federalismo fiscale. Vengono ridefiniti gli scaglioni per l’addizionale Irpef comunale. Gli oneri di urbanizzazione, intanto, vista la crisi globale, scarseggiano. E così via. C’è quindi molto da riflettere.
Ma la maggioranza vuole approvare il nuovo Bilancio entro la sera del 2 febbraio. Come mai tanta fretta? Eppure, l’anno scorso, il Bilancio 2011 era stato approvato il 12 maggio. Eppure il governo lascia tempo fino a fine marzo per l’approvazione. Sembra proprio, lascia capire lo stesso Tagliaferri, che l’attivismo della minoranza sul PGT (Piano di Governo del Territorio), in approvazione definitiva in queste settimane. abbia irritato la maggioranza, la quale, di conseguenza, cerca di ridurre informazioni e tempi anche sul Bilancio per evitare di essere travolta da un nuovo tsunami mediatico.
Intanto si sono capite alcune (poche) cose.
La tassa sulla prima casa (rivalutata) sarà del 4 per mille. Su tutto il resto (seconde case, capannoni industriali, ecc.) si pagherà il 9.5 per mille (era il 7,0). Quanto vale tutto questo? Da simulazioni fatte dall’amministrazione, l’IMU sulla prima casa, calcolata ancora per quest’anno sul numero di vani e non sui metri quadrati come richiede la nuova legge, e considerando la detrazione di 200 euro per famiglia e 50 euro per ogni figlio, dovrebbe portare 3 milioni di euro. Gli altri fabbricati valgono 10 milioni 400mila euro per il comune e quasi 7 milioni per lo Stato centrale. Fatti i conti, una differenza positiva per il comune, rispetto al 2011, di 1.279.000 euro. Anche l’addizionale comunale Irpef viene rivista. Cambiano scaglioni e percentuali. Sotto i 15.000 euro non si paga niente (invariata). Da 15.000 a 28.000 resta invariata al 2 per mille. Da 28.000 a 55.000, si paga lo 0,45 per mille (era 0,40). Da 55.000 a 75.000 si paga lo 0,50 (era 0,40). Oltre i 75.000 si paga lo 0,55 (era 0,40).
La “fretta” dell’amministrazione viene comunque stigmatizzata dall’opposizione. Monti (Insieme per Segrate) dichiara: “Una maggioranza “ottusa” ha paura di un confronto con la minoranza”. Berardinucci (IdV) e Antona (UDC): “L’amministrazione fa il Bilancio solo per far quadrare i conti. Bisognerebbe invece partire dalle esigenze dei cittadini”. Le richieste di Radaelli (PD) e Seracini (Fli) sono: “Lasciateci almeno il tempo di capire quali sono i temi fondamentali del Bilancio 2012”. Visto che la documentazione non era ancora disponibile all’alba 23 gennaio, il tempo che resta fino al 2 gennaio, per verificare un documento fondamentale per la pianificazione dell’attività amministrativa, è veramente risibile.
Il “De Profundis” viene recitato da Casadio (PdL): “L’amministrazione attuale ha vinto le elezioni, e quindi decide. Non ne sapevo niente neppure io, ma comunque non possiamo condividere nulla con voi”.
Amen.
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